• Chi siamo
  • Contatti
  • Partners
  • Cookie Policy
  • Quiz
martedì, Settembre 15, 2026
No Result
View All Result
  • Login
  • Register
Backdoorpodcast.com | Podcast e news su Nba, Eurolega e Basket Serie A
  • HOME
  • Lega Basket
    • Olimpia Milano
  • A2
  • EuroLeague
  • NBA
  • Podcast
  • Mercato
  • Scouting
  • Esclusive
    • BDP injury
    • Corrias Spiega
    • GamePlan
    • Quiz
    • Analytics
  • HOME
  • Lega Basket
    • Olimpia Milano
  • A2
  • EuroLeague
  • NBA
  • Podcast
  • Mercato
  • Scouting
  • Esclusive
    • BDP injury
    • Corrias Spiega
    • GamePlan
    • Quiz
    • Analytics
No Result
View All Result
Backdoorpodcast.com | Podcast e news su Nba, Eurolega e Basket Serie A
No Result
View All Result
Home Nazionale

Luca Banchi: “Ho fatto scelte poco convenzionali, lavoro per il futuro”

Marco Marini by Marco Marini
27 Dic 2025
in Nazionale
0 0
0
Italbasket

Foto A. Gilardi/Ag. Ciamillo Castoria

Share on FacebookShare on Twitter

Luca Banchi si racconta in una lunga intervista a La Provincia Pavese, intrecciando il percorso da commissario tecnico dell’Italbasket e della Lettonia con il proprio vissuto familiare. «La nazionale è di tutti. Io lavoro per il futuro e sarei felice se i frutti di quello che stiamo costruendo li raccogliesse il mio successore», spiega, ricordando il ragazzo di Gorarella che andava dalla casa alla palestra in sella a un «Ciao bianco» con una sacca di palloni, molto prima dei palcoscenici mondiali.​

Banchi confessa di non essersi innamorato subito del basket: «All’inizio ho fatto fatica ad appassionarmi. A Grosseto, per l’appunto, la pallacanestro non è mai stata lo sport più importante». La svolta nel ruolo di coach arriva con il trasferimento a Montecatini e l’incontro con il professore di liceo Luciano Righeschi: «Mi disse di presentarmi in palestra. Mi fece trovare un gruppo di giocatori nati nel 1971… In pratica li usò come cavie. Da lì Luciano è diventato il mio tutore, mi ha insegnato i primi rudimenti del ruolo, parlavamo delle metodologie di allenamento. Ancora oggi ci sentiamo».​

Inevitabilmente, l’intervista passa anche per alcuni dei momenti salienti della sua carriera. Uno spartiacque è sicuramente il periodo trascorso all’Olimpia Milano, che segna la fine di una prima parte di carriera costellata di successi. «È stata la fine di un ciclo, dieci anni incredibili, vissuti sempre col piede sull’acceleratore». A quel punto, la decisione di fermarsi per due anni, prima di tornare ad allenare sulla panchina di Torino in una veste del tutto nuova.

Per due anni non sono arrivate proposte che avessero certi connotati. Sono tornato perché il progetto di Torino mi piaceva, la squadra era figa da allenare, ma le cose non sono andate come volevo.

Quella di fermarsi per due anni è solo una delle tante scelte non convenzionali prese da Luca Banchi nel corso della sua carriera. Tra queste, rientrano le dimissioni da coach della Virtus Bologna. Una decisione che in molti altri allenatori non avrebbero preso. «Ai giovani allenatori dico, non fate come me. Nella mia carriera ho fatto scelte poco convenzionali, che se emulate sono rischiosissime». Non manca una critica feroce al sistema:

Oggi alla figura dell’allenatore non è riconosciuta la dignità della mia generazione, quando da allenatore delle giovanili percepivo lo stipendio. Fare l’allenatore è un passatempo dove al massimo ti rimborsano qualche centinaia di euro.​

Guardando alla dimensione internazionale, definisce «un’apoteosi professionale» il Mondiale con la Lettonia: «Siamo arrivati a un tiro dal podio, ma abbiamo esportato un modo di fare basket». Quelle emozioni lo accompagnano nel lavoro quotidiano con l’Italia, anche all’interno di un calendario che non sempre facilita le operazioni, anzi.

Ci giochiamo le qualificazioni in sei finestre, ma in quattro di queste non possiamo schierare giocatori che militano nei tre campionati più importanti del mondo. Io sono stato nominato ad agosto e non ho mai visto un giocatore fino al lunedì prima dell’esordio con l’Islanda.

Cosa può fare quindi un CT per chiudere questo gap che si crea? «Dare equilibrio e sostegno ai giocatori, curare gli aspetti organizzativi. Cerco di fare il mio meglio, la nazionale per definizione appartiene alle generazioni successive».

Tags: ItalbasketItaliaLuca BanchiNazionale
Marco Marini

Marco Marini

Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.

Next Post
Dusko Ivanovic

Dusko Ivanovic: "Alcuni giocatori non hanno lottato per 40 minuti"

Ultimi Articoli

Cantù cerca l’ultimo tassello per chiudere il roster: Acunzo ha detto no, ora si valutano profili senior

Cantù cerca l’ultimo tassello per chiudere il roster: Acunzo ha detto no, ora si valutano profili senior

15 Set 2026
Virtus

Virtus Bologna: amichevole con Maxima Roma e poi Supercoppa contro Milano

15 Set 2026
Mirotic

Nikola Mirotic firma col Valencia Basket: l’annuncio via social

15 Set 2026
Jacob Toppin

Jacob Toppin, lo scouting: che cosa porta all’Hapoel Tel-Aviv?

15 Set 2026

Copyright

Backdoor Podcast è una testata giornalistica telematica, registrata presso il tribunale di Monza (Aut. n. 11/19 del 04/11/2019) – Direttore responsabile: Simone Mazzola (n.t. ODG 169818).

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms below to register

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
No Result
View All Result
  • HOME
  • Lega Basket
    • Olimpia Milano
  • A2
  • EuroLeague
  • NBA
  • Podcast
  • Mercato
  • Scouting
  • Esclusive
    • BDP injury
    • Corrias Spiega
    • GamePlan
    • Quiz
    • Analytics

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.