Prima dell’arrivo di Banchi, infatti, l’Efes aveva un record di 10 vittorie e 9 sconfitte e sembrava non essere in grado di poter competere per la post season.
Soprattutto dal punto di vista difensivo, la squadra pareva poco collegata e non in grado di reggere il livello delle squadre più forti.
L’inizio di Banchi sulla panchina dell’Efes non è stato di certo semplice. I turchi, infatti, hanno perso le prime 3 partite di EuroLeague sotto la gestione dell’ex allenatore della Virtus Bologna.
Le cose, però, sono iniziate a migliore tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, quando sono arrivate vittorie importanti contro Olimpia Milano e Real Madrid.
Dopo la sosta per le nazionali, poi, l’Efes ha letteralmente preso il volo, riuscendo ad inanellare 6 vittorie di fila in EuroLeague, inclusa l’ultima contro il Maccabi Tel Aviv a Riga.
Grazie a queste ultime vittorie, l’Efes si trova adesso con un record di 18 vittorie e 14 sconfitte, attualmente al sesto posto in classifica che garantirebbe l’accesso diretto ai playoffs di EuroLeague, uno scenario, francamente, poco realistico poco meno di due mesi fa.
Il coach italiano, innanzitutto, è riuscito a fare un importante lavoro motivazionale nei confronti di un gruppo che sembrava abbastanza sfiduciato e non abbastanza coeso.
Fin dai suoi primi momenti ad Istanbul, Banchi ha sottolineato più e più volte alla squadra che sarebbero potuti riuscire a migliorare la situazione solo spingendo tutti nella stessa direzione, mostrando un atteggiamento di massima collaborazione.
L’ex allenatore della Virtus, poi, ha messo il focus sulla fase difensiva, quella che doveva, chiaramente, migliorare, se l’Efes voleva avere qualche chance di ribaltare la stagione.
E così è stato: i turchi, prima dell’arrivo di Banchi, erano undicesimi per defensive rating, concedendo 115.4 punti per 100 possessi. Dall’arrivo dell’allenatore italiano, invece, l’Efes si trova al quarto posto per defensive rating, concedendo 113.9 punti per 100 possessi.
L’Efes, adesso, sembra una squadra molto più coesa nella metà campo difensiva ed ha aumentato notevolmente il livello di pressione sulla palla, uno dei punti deboli della precedente gestione.
In attacco, invece, l’Efes era già una squadra con delle potenzialità decisamente interessanti.
Del resto, quando si hanno a disposizione giocatori come Shane Larkin, Rodrigue Beaubois, Darius Thompson, Vincent Poirier ed Elijah Bryant, è improbabile che l’attacco possa essere a secco.
L’aggiunta di PJ Dozier, arrivato per sostituire il deludente Stanley Johnson, ha dato ulteriore versatilità offensiva in mano a Banchi, che ha adesso a disposizione un giocatore in grado di ruotare tra il 3 e il 4 ma anche di essere un playmaker secondario estremamente utile.
I numeri offensivi dell’Efes che, come avevamo già anticipato, erano già piuttosto buoni, sono saliti ulteriormente di livello sotto la gestione Banchi.
Ad oggi, infatti, l’Efes ha il miglior offensive rating di tutta l’Eurolega con 126.2 punti realizzati per 100 possessi.
I turchi sono anche tra i migliori per quanto riguarda true shooting percentage (63.7%, buona per il terzo posto assoluto) e percentuale nel tiro da 3 punti (42%, buona per il secondo posto assoluto).
Il rendimento della squadra, che adesso è in piena corsa per i playoffs, potrebbe anche portare il club a rivalutare i suoi piani per il prossimo futuro.
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