A 17” dalla sirena Alessandro Gentile fa segno ad Andrea Amato di appoggiare il pallone per terra e chiuderla lì sul 77-60 per l’Urania Milano su Pesaro. A dire il vero la partita si è però chiusa ben prima, con quel break a cavallo tra gli ultimi due quarti con cui si passa dal 39-39 al 64-44 con tripla di Maspero: un 25-5 che stende gli avversari e vale per i Wildcats il ritorno alla vittoria (la quarta di stagione). E anche un parziale che ancora più dello scarto finale dà l’idea del progressivo sgretolarsi della Carpegna Prosciutto nella seconda parte del match, con i tifosi pesaresi che sull’orlo del -30 decidono di abbandonare le tribune dell’Allianz Cloud all’urlo di “meritiamo di più!”. Da osservatori distanti e distaccati difficile dare loro torto: non tanto per la quinta sconfitta e per la serata decisamente a vuoto di alcuni singoli giocatori (0/7 per King, 3 punti per Bucarelli con 1/8 dal campo), quanto per l’atteggiamento quasi rassegnato mostrato dalla squadra di coach Spero Leka nel fatale terzo quarto.
Poi ovviamente ci sono anche e soprattutto i meriti dell’Urania, a partire da quelli di Alessandro Gentile. Al quale manca di spegnere le luci del palazzetto a fine serata, ma che in pieno break (dopo aver già messo a segno 15 dei 16 punti totali) si mette con impegno ad asciugare con uno strofinaccio il parquet per aiutare i ragazzini muniti di spazzolone: un gesto che è simpatica metafora del suo ruolo di “factotum”, capace di assicurare punti ma anche assist e rimbalzi (rispettivamente 4 e 8). Inoltre ci sono gli spazi aperti dalle moltiplicate attenzioni della difesa su di lui, spazi che l’Urania di coach Marco Cardani dimostra di saper sfruttare con sempre maggiore efficacia e con sempre più uomini: 17 punti (e 6 assist) per il top-scorer Amato; 11 punti per Cesana (con 3/6 da oltre l’arco); 11 anche per Potts, con percentuali non esaltanti (1/5 da due, 3/9 nelle triple) ma anche con 5 palle recuperate. Un saldo offensivo del reparto guardie che fa passare in secondo piano qualche facile conclusione concessa a Maretto (17 punti, con 5/9 da due e 2/3 dalla lunga) e qualche distrazione di troppo su Ahmad (13, con 7/9 dalla lunetta).
Con Pagani in panchina ma indisponibile e con Leggio (5 punti, 2 rimbalzi) limitato anche dai falli, dopo i 22 punti e 9 rimbalzi della beffarda trasferta di Udine torna invece in chiaro-scuro il rendimento sotto canestro di Udanoh: al netto dell’impegno in difesa e anche se un suo assist per la schiacciata del 51-44 di Cavallero (7 punti) regala una delle più belle giocate del match, 7 punti (con 5/6 dalla lunetta a giochi ormai fatti e con un paio di erroracci da sotto nell’1/4 a referto) e 6 rimbalzi in 33’ sono oggettivamente poco. Anche perché se con Pesaro sono comunque bastati, difficile che possa accadere lo stesso nelle due imminenti e difficili trasferte di Vigevano e Orzinuovi. (Paolo Corio)





