A pochi minuti dall’inizio della Supercoppa Italiana, si è svolta la conferenza stampa di presentazione della partnership tra Legabasket e Geely, azienda automobilistica. Rappresentante scelto di questa collaborazione è Marco Belinelli, già molto impegnato nelle sue attività fuori dal campo dopo il ritiro ufficializzato nel corso dell’estate. Ecco le parole che il campione NBA ha speso sul suo nuovo ruolo e la scelta di dire addio alla pallacanestro giocata.
Ringrazio la Lega e Geely per questa opportunità che cercherò di affrontare nella maniera più professionale possibile. Per me è qualcosa di nuovo, ma cercherò di imparare tanto anche da questa avventura. Sono contento della scelta, era arrivato il momento di ritirarsi e l’ho fatto nella mia maniera. Non ci sarebbe potuto essere finale migliore che vincere lo scudetto con la Virtus. Per me ora si apre un nuovo capitolo.
La scelta di continuare nel mondo del basket subito dopo il ritiro:
La scelta del ritiro è arrivata negli ultimi mesi per motivazioni mentali e non solo, che mi hanno spinto a fare in modo che il momento arrivasse. La vittoria dello scudetto ha inciso molto. L’amore che ho ricevuto dopo aver reso pubblico il video del ritiro è stato pazzesco. Essere odiati o amati fa parte dello sport, ma è venuto fuori molto affetto per la mia persona fuori dal campo e questo l’ho apprezzato molto. Sono arrivate poi opportunità lavorative importanti che mi piacciono, mi fa piacere anche rimanere a stretto contatto con persone del mondo della pallacanestro che conosco da tempo.
Un ricordo particolare della sua carriera:
Ho avuto modo di indossare tante maglie quindi è complicato. Sicuramente uno dei ricordi più belli è che, appena sono arrivato alla Virtus, ho avuto modo di vincere subito lo scudetto. Era una cosa che avevo cercato, perché dopo 13 anni in NBA avevo visto che non c’era più volontà di darmi quello che mi serviva. La scelta mia era stata quella di rimettermi in gioco e il mio desiderio era proprio quello di tornare a Bologna e vincere con la Virtus. È stato bellissimo anche poter festeggiare insieme alla mia famiglia, a differenza di quanto era successo in NBA.
Ha valutato la possibilità di allenare?
È un settore che in questo momento non mi interessa. Per come sono io come persona, non so se riuscirei ad affrontare questa battaglia.
