Marcus Carr si prende la scena. Il play canadese è stato di gran lunga il giocatore più incisivo di questa Virtus Bologna nelle prime uscite stagionali, e nella vittoria contro l’Olympiacos ha confermato di essere il riferimento tecnico della squadra. Una tripla decisiva, quella che ha chiuso i conti, firmata da chi in Eurolega ci arriva per la prima volta ma con già cinque club europei alle spalle — tra cui il Wurzburg, dove Alex Mumbrù lo aveva osservato più volte prima di puntarci con convinzione.
La vittoria non è arrivata in modo semplice. La partita è stata dura, combattuta, con 150 tiri totali sul parquet: 77 quelli tentati dalla Virtus, di cui ben 40 dalla lunga distanza, contro i 70 degli avversari. Un match ad alta intensità, in cui Bologna ha saputo contenere Vezenkov e compagni e portare a casa un risultato che vale molto più dei due punti in classifica. Carr lo ha spiegato bene nel post partita:
«Volevo soltanto chiuderla per i miei compagni. Abbiamo lottato tanto, attraversato un periodo difficile negli ultimi giorni, e penso davvero che meritassimo questa vittoria, soprattutto davanti ai nostri tifosi, nella nostra prima partita in casa.»
Parole che raccontano uno spogliatoio compatto, che ha stretto i denti in un momento non facile. La formazione di Mumbrù esce da questa serata con una credibilità guadagnata sul campo, contro un avversario di primo livello.
Dal canto suo, l’allenatore spagnolo ha mantenuto la consueta perfetta lucidità nella gestione emotiva, frenando i facili entusiasmi ed evidenziando la necessità di lavorare ancora molto sugli equilibri difensivi e sulla protezione della propria area, pur godendosi l’ottimo impatto a rimbalzo d’attacco garantito da Aliou Diarra. Adesso, come scrive il Corriere dello Sport, il lungo processo di crescita del roster bianconero dovrà trovare conferme immediate sul parquet, con la Virtus già attesa dal prossimo impegno casalingo di campionato, in programma domani alle 18:15 al PalaDozza contro la Maxima Roma.





