Hai visto le LBA Finals? Qual è la tua valutazione da interno nel mondo della pallacanestro ma esterno dall’organizzazione Legabasket? Come valuti la serie dal punto di vista puramente cestistico e dal punto di vista della spettacolarità e della percezione del prodotto a livello globale?
Ho visto tutte le 7 gare. È stata una serie appassionante, mi è piaciuta. La sensazione in genere è che, parlandone da lontano, gli indicatori siano in crescita. Mi sembra che questa serie di 7 partite sia stata molto bella. Mi sembra che sia un cammino di crescita: dal di fuori è stato sicuramente appassionante. Conoscendo troppi se non tutti i protagonisti, l’ho vissuta personalmente un po’ troppo particolare per essere completamente oggettivo, ma nel complesso mi sembra sia stato fatto un lavoro migliore anche rispetto al recente passato. Bene! Mi dispiace quasi che si torni alle 5, ma questa serie è stata bellissima. Tutte e due le squadre meritavano di arrivare a gara 7: Milano ha avuto quel qualcosa in più per vincere, credo che lo abbia meritato per come è stata la stagione e quel che ha fatto nelle Finals.
È tornato l’EuroCamp di Treviso: molti appassionati hanno gioito, è stato bello! Quali prospettive possono esserci per il futuro dell’evento?
È stato molto importante che un’azienda come adidas abbia capito che riportare un evento come EuroCamp nel mondo del basket era un’opportunità incredibile. Questo talent showcase ha sempre avuto importanza e fascino, ha sempre portato i migliori talenti in passerella. Era importante ricreare le condizioni del passato, rivedere Treviso al centro di un momento della stagione… tutto molto bello! Al di là della qualità e dell’impegno degli ex giocatori NBA impegnati nel Camp, dai più giovani a quelli più stagionati, è stata positiva la loro partecipazione costruttiva e significativa. Vedere Rajon Rondo con quella dedizione, sentire Tony Parker parlare dell’importanza di questo tipo di evento e che un giovane può portare a casa, è stato un grande momento. Guardando avanti bisogna innanzitutto sperare che la strada intrapresa permetta di rifare e ripresentare l’evento: è stata la prima volta nella storia dell’EuroCamp che si è tenuto un evento anche femminile, un Camp assolutamente nuovo! Quanto condiziona il sogno NBA in tante cose nel basket internazionale si vede anche da questo: mettere insieme tanti giovani talenti in concomitanza del Draft Workout, in modo da posizionarli al meglio in sede di entrata nella Lega, condizione anche la possibilità di portare tutto il talento disponibile per un evento del genere. È importante che tornasse l’evento, che tornasse Treviso, che si trovasse un marchio importante e di qualità come adidas. Bisogna andare avanti, perché per il basket è importante avere momenti di questo tipo.
Gigi Datome si ritira dalla pallacanestro, non necessariamente come un fulmine a ciel sereno ma comunque dal notevole impatto. Un aneddoto, una curiosità da chi lo ha vissuto da vicino che rappresenti al meglio il Gigi uomo e professionista?
Ho avuto la fortuna di trascorrere 5 anni con Gigi, di gestirlo come giocatore. È una persona unica, una persona veramente diversa dall’idea che uno può avere stereotipata di un giocatore di basket. I momenti vissuti assieme sarebbero tantissimi, anche quelli più intimi e particolari. Potrei raccontare di quando mi ha invitato a casa sua a Istanbul per farmi assaggiare qualche specialità sarda: lui sa benissimo che mi piace la bottarga, adoro la cucina sarda… Al di là di quello che poteva essere sul tavolo, rimanevi sorpreso di entrare nel suo appartamento e vedevi sul muto del salotto disegni che aveva fatto lui. Te ne faceva vedere altri ancora in fase di completamento, e magari appena finito di mangiare si metteva a strimpellare con la chitarra. Arriva il vicino di casa a chiedergli qualcosa e lui dialoga tranquillamente in turco: la qualità della persona Gigi andava oltre a quello che faceva vedere e che ha fatto vedere sino all’ultimo MVP sul campo. Una persona dalla qualità molto particolare, che non si ha abbastanza tempo per spiegare tutto quello che significa. Leggere il suo libro dà l’idea di quanto eclettico, profondo e di qualità è la persona Gigi Datome.





