Alla vigilia della seconda sfida della serie playoff di EuroLeague tra Fenerbahçe Beko e Zalgiris, Nicolò Melli ha rilasciato un’intervista all’emittente lituana LRT. Dopo aver conquistato il primo round, il lungo azzurro sa che il cammino verso le Final Four è ancora lungo e insidioso:
“Dobbiamo vincere anche la seconda partita. Per farlo bisogna prepararsi al meglio ed essere pronti a lottare. Gara-2 sarà durissima, esattamente come la prima. Lo Zalgiris è una squadra fantastica e si preparerà al meglio contro di noi. Quindi dovremo essere ancora più pronti di loro. La serie è solo sull’1-0. Sì, ieri abbiamo giocato bene, ma stiamo già pensando alla prossima partita. Dobbiamo recuperare le energie e puntare a vincere anche la seconda.”
Il premio di miglior difensore e il riconoscimento ad Alpha Diallo
Nonostante una stagione di altissimo livello nella propria metà campo, il titolo di Best Defender di EuroLeague è stato assegnato ad Alpha Diallo. Nicolò Melli, con la consueta sportività, ha allontanato ogni polemica, preferendo esaltare il valore del collettivo rispetto ai singoli traguardi personali:
“Non credo di meritare il premio di miglior difensore dell’anno. Alpha Diallo è un difensore straordinario, quindi non è che il riconoscimento sia andato a qualcuno che non lo meritava. Se lo avessi vinto io, sarebbe stato più un premio di squadra. E credo che la squadra lo meriti più di me. Per me ciò che conta non sono i premi individuali, ma quello che riesce a ottenere il gruppo.”
Melli: leadership ed esperienza al servizio dei compagni
Essendo uno dei veterani più rispettati del panorama europeo, Nicolò Melli ha analizzato il suo costante dialogo in campo con i compagni, sottolineando come la leadership sia un processo di mutuo soccorso all’interno dello spogliatoio turco:
“Sono uno dei giocatori più esperti della squadra. Un tempo erano i veterani a indicarmi la strada, adesso tocca a me fare lo stesso. Quest’anno abbiamo diversi ragazzi che giocano per la prima volta in EuroLeague e affrontano i playoff per la prima volta. Cerco di portare un po’ di esperienza in più, di tranquillizzare i compagni nei momenti chiave e di aiutarli. Ma spesso sono loro ad aiutare me. In fondo è proprio questo che significa essere una squadra.”
