Una bacheca sterminata di trofei, tra i quali sei campionati NBA e due ori olimpici, e non accontentarsi. Michael Jordan non ha mai nascosto la passione per il poker e per il gioco in generale, al punto di invidiare Phil Hellmuth, recordman nella sua specialità con 17 braccialetti alle World Series of Poker.
E dire che le due leggende si sono quasi scontrate, con Air Jordan abbagliato dalla bellezza di quegli ornamenti fatti di oro e brillanti che si possono conquistare solo ai tavoli verdi più ricchi di Las Vegas, dove osano i migliori.
La sfida – carte alla mano, visto che sul parquet, con tutto il rispetto per “The Poker Brat”, sarebbe stata un po’ grottesca – almeno ufficialmente non è mai avvenuta, ma la passione per il gioco di Jordan non è priva di altre testimonianze curiose.
Jordan contro Hellmuth: la partita di poker milionaria (forse) mai avvenuta
Michael Jordan e Phil Hellmuth si sono dunque sfidati a texas hold’em? Il pokerista ha affermato di aver rifiutato il confronto, anche se per uno squalo come Phil in fondo Michael rappresenterebbe la “balena perfetta”, ricco e disposto a perdere pur di sfidare il migliore di tutti per qualche ora.
Non si può escludere che il testa a testa sia però avvenuto su un’app di poker online dove possono essere giocate partite tra amici in totale sicurezza e anche con limiti di puntata ben precisi. Del resto MJ, come vedremo più avanti, è uno che gioca alle sue regole, facendo forza anche della sua disponibilità economica.
Hellmuth ha dichiarato di non essere stato in possesso dei soldi sufficienti per sedersi al tavolo quando Jordan ha lanciato il guanto: in pratica, uno squalo senza denti di fronte 198 centimetri di “carne da poker”. La reazione è facile da immaginare, visto che il soprannome The Poker Bratt nasce anche dalle esplosioni emotive non proprio sobrie di Hellmuth quando la fortuna lo abbandona.
Jordan e le partita da 900 mila dollari
L’approccio verso il gioco di Michael Jordan non è proprio educativo, ma se nel raccontare le sue imprese meno nobili ci concediamo un po’ di ironia è solo perché si tratta dello sportivo più ricco di sempre secondo Forbes con un patrimonio netto da oltre 3 miliardi di dollari.
Hanno un peso relativamente basso quindi quei 900mila dollari che l’ex campione di Chicago Bulls perse in una partita contro Antoine Walker, ex stella dei Boston Celtics, che ha raccontato di una partita durata addirittura 36 ore, tosta da sostenere anche fisicamente persino per un campione NBA.
Tornando ai rimpianti di Hellmuth c’è una riflessione da fare. Il poker è bello perché in una partita secca il principiante può battere il campione, se ha le carte giuste, e visto lo stile di gioco di Jordan, super aggressivo, forse ad Hellmuth è andata bene così.
Michael Jordan il poker: che giocatore è MJ
Punto di riferimento per qualsiasi giocatore NBA e non solo, anche Michael Jordan però ha le sue fragilità che lo rendono più umano. Tutti conoscono le doti inimitabili sotto canestro del campione nato a Brooklyn, ma alcuni dettagli meno nobili della carriera di Air Jordan sono usciti fuori nella serie tv The Last Dance comprese le caratteristiche da pokerista.
Charles Barkley in particolare racconta delle serate del Dream Team composto da Michael Jordan, Magic Johnson e Scottie Pippen durante le Olimpiadi del 1992 tenutesi a Barcellona. Carte da poker sempre protagoniste e Jordan in particolare veniva descritto come uno che rilanciava fiches con la stessa potenza e con il coraggio che usava nelle schiacciate.
La strategia era molto semplice, chi voleva vedere le carte doveva essere sicuro di avere la mano più forte, perché MJ non si sarebbe mai tirato indietro. Roba da duri, insomma.





