A wolf at the door – Isolation
Prendo in prestito la terminologia anglosassone: signature move, step back jumper. Iconico, il movimento che definisce Mike James, nel bene e nel male. Non solo spettacolare: è tecnicamente vitale per un giocatore di soli 182 centimetri. Il palleggio in mezzo alle gambe, la spinta con la parte anteriore del piede per atterrare con il piede opposto.
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Il lato oscuro è l’ostinata convinzione di essere in grado di vincere la battaglia personale contro chiunque.
9,5 secondi di possesso e palleggi per rilasciare la palla a 4,5 secondi dal termine dell’azione contro le leve di Jabari Parker.
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Altra situazione amata da James, la rimessa in zona d’attacco trasformata in isolamento.
Sfrutto il contatto con il difensore per prendere la palla. Il resto lo fanno quelle incredibili gambe ed il talento.
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Eppure, il lupo è alla porta e lo smisurato ego non conosce ostacoli: voglio vincere l’uno contro uno anche spalle al canestro in post basso. Perchè, Mike?
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