5- EA7 Emporio Armani Milano (-1)
Esattamente come all’andata, la sfida con Tortona si decide nel finale. Milano, reduce dalle fatiche europee, non riesce mai a scappare via e così si arriva al finale punto a punto, con Hall che segna il canestro della vittoria e Napier, poco lucido nel finale, a lasciare ancora la porta aperta. Milano che costruisce nel pitturato, ma sparacchia da fuori con appena 5 triple segnate, di cui tre firmate Bortolani, all’ennesima prova importante.
4- Generazione Vincente Napoli Basket (+3)
Vittoria convincente per Napoli, che spazza via una Pesaro rimaneggiata. Decisivo il 47-27 di parziale con cui Pullen e compagni chiudono i due quarti centrali. Una Napoli che in attacco gira alla perfezione, chiudendo la sua serata con un sontuoso 35/64 dal campo che non lascia spazio a repliche. Spazio per tutti e soprattutto per Markel Brown, con la possibilità per l’ultimo arrivato di aumentare la confidenza coi compagni di squadra.
3- Virtus Segafredo Bologna (=)
Il doppio KO europeo aveva insinuato qualche crepa nella solidità della Virtus, che trova subito la medicina giusta per curarsi. Un netto successo contro brindisi, dove la squadra di coach banchi ritrova la sue solita verve e la durezza nel gioco che la contraddistingue da inizio anno. Paradossalmente senza Shengelia ci sono stati più protagonisti: non che il georgiano sia il male, ma ovviamente cattura molte delle attenzioni difensive degli avversari.
2- Germani Brescia (=)
Le grandi squadre sono queste, quelle che giocano male ma non mollano e poi colpiscono l’avversario appena possono. Il primo tempo di Brescia è stato in linea con le recenti prestazioni, confusionario, senza una linea di continuità. Sono bastati poi 5′ del terzo periodo per cambiare la musica: il 33-9 del periodo ha magicamente fatto risorgere Brescia: Della Valle ha segnato in ogni modo, Bilan ha alzato il muro dietro e la sinfonia di squadra è tornata la solita, quella che non lascia scampo agli avversari.
1- Umana Reyer Venezia (=)
Quello di Masnago è un Kabengele show per coach Spahija. L’ultimo arrivato in casa Reyer fa capire subito tutto il suo potenziale e sfiora la doppia doppia. Venezia sfrutta nel migliore dei modi il chilotaggio del suo centro e apre la scatola, chiudendo col 55% da oltre l’arco, con la consapevolezza che, in caso di errore, ci sarebbero state tantissime chance di avere una seconda opportunità. E se i tiratori possono prendere e sparare senza troppi pensieri, diventano letali.





