Perché quando Milano mette la centrifuga in difesa, anche l’attacco diventa “robotico” (12/22 da 3 punti, il 54,5%). Con Shields, protagonista anche Kyle Hines (12 punti + 7 rimbalzi e la giocata che vale un’intera stagione), bene Delaney (16 con 1/3 da 2, 3/3 da 3 e 5/6 ai liberi), efficaci Rodriguez (7 assist) e Datome (2/3 da 2, 1/2 da 3).
Epico il viaggio.
Quel ponte era stretto, ci è passata l’Armani, ma il Bayern ha deposto le armi soltanto sull’ultimissima sponda. Coperte di molto onore.
Tra Messina e Trinchieri.
Chi era Achille, e chi Ettore? Sembra facile, sembra una battuta, dettata dall’anagrafe, e forse è soltanto uno scherzo della storia, di questa storia, che ha scambiato il nome del vincitore.
È stato comunque un lungo poema epico. Una Iliade e una Odissea messe insieme. Un lungo e periglioso viaggio, fatto di grandi battaglie. Sirene e Ciclopi… Non è ancora finito. Ma è già Storia rispetto al recente passato.
Milano. Oggi è messa così. Supercoppa vinta. Coppa Italia vinta. Obiettivo playoff di Eurolega, scavallati. Forse, o probabilmente (viste le iatture di Brindisi), vincerà anche la (ir)regular season del campionato, ma, tanto, sappiamo che quello che conta è soltanto lo scudetto. Tranquilli, allora, almeno per adesso. Che fino al 28 maggio di tempo ce n’è per sognare. Anche se Barcellona (che alla quinta partita ha piegato lo Zenit e sarà la semifinale che toccherà all’Armani) sembra avere le ramblas troppo larghe, per riuscire a sbarrarle con una barricata. Ma questo sarà domani, dopo i giorni per accumulare cemento.
L’altra semifinale di Colonia vivrà e vedrà del Cska di Daniel Hackett contro l’Efes di un sontuoso Singleton (26) e dell’ex milanese Kruno Simon (17, con il canestro decisivo per l’88-83 finale), che insieme a Micic (18) hanno negato al Real Madrid l’impresa mai a nessuna squadra riuscita di risorgere dallo 0-2 iniziale. Che sarebbe stata anche quella l’intenzione del Bayern. Entrambe ci sono andate maledettamente vicine.
In questa Europa del basket transnazionale, anche storie di patrie e memorie ingombranti. Con Andrea Trinchieri che con truppa tedesca era pronto ad incendiare la sua casa natale, e Xavi Pascual deciso, con lo Zenit, a dare l’assalto alla sua casa della gloria, la Barcellona dei suoi 12 anni consecutivi (8 capo allenatore), con 4 scudetti spagnoli, 1 Coppa del Re, 4 Supercoppa, 1 Eurolega (20109. Alla fine, entrambi, non se la sono sentita.
E allora al tavolo della trattativa di Colonia siederanno un allenatore italiano (Messina alla sua 12° finale di Eurolega), un greco (Itoudis), un turco (Ataman) e un lituano (Jasikevicius).
Un gran bel orizzonte.





