Nel corso della nostra intervista esclusiva con Gianmaria Vacirca, dirigente tra i più lucidi del basket italiano, è emersa una riflessione netta e senza giri di parole su Meo Sacchetti: un allenatore che ha anticipato i tempi, vinto tutto, eppure non ha ricevuto il riconoscimento che meriterebbe.
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Intanto oggi giocano quasi tutti come lui, quindi era una cosa che lui faceva vent’anni fa e la faceva vent’anni fa perché arrivava da un percorso a Torino con Dido Guerrieri e quindi la pallacanestro era un po’ quella, quindi Sacchetti ha visto delle cose in anticipo, ha vinto tutti i campionati che ha fatto, quindi ha vinto in tutte le categorie, io credo che ci sono pochissimi allenatori che abbiano vinto in tutte le categorie. E da campione d’Europa ha conosciuto la gavetta perché ha cominciato ad allenare da assistente in serie B, quindi la cosa che, passami la forzatura, la cosa che non si guarda abbastanza di Sacchetti è il palmarès, che è un palmarès molto invidiabile.
In altre nazioni un ritiro con quello di Sacchetti sarebbe stato celebrato, un modello hall of fame, qui passa un po’ in sordina e questo denota secondo me quelle che sono poi le mancanze culturali del nostro ambiente.




