HomeLega BasketOlimpia MilanoMindaugas Kuzminskas: "Perché l'Olimpia Milano valeva più dei punti segnati"

Mindaugas Kuzminskas: “Perché l’Olimpia Milano valeva più dei punti segnati”

Cosa rende davvero un giocatore appetibile per i grandi club europei? Molti tifosi si concentrano sui tabellini, ma la realtà del mercato è molto più complessa. Nell’ultima puntata del podcast Euro Insiders, l’ex ala dell’Olimpia Milano Mindaugas Kuzminskas ha toccato un tasto fondamentale: il passaggio in club prestigiosi è un moltiplicatore di valore che trascende i numeri individuali.

Vincere o segnare: la dura legge del mercato

Kuzminskas offre uno spaccato brutale ma onesto su come la mentalità di un’organizzazione influenzi la percezione di un atleta. Secondo il lituano, il segreto della longevità ad alti livelli non risiede nella gloria personale, ma nella capacità di essere funzionali a un sistema vincente.

“Le squadre di Eurolega non guardano se segni 17 punti in una squadra che perde; guardano come ti comporti in una squadra che vince. Magari sarai il sesto uomo o giocherai sette minuti di qualità, ma tutti osservano chi vince.”

Questa filosofia spiega perché molti “top scorer” di squadre di bassa classifica fatichino a trovare spazio nell’élite, mentre giocatori di sistema continuino a gravitare nei top club.

I grandi club cercano chi accetta il ruolo

Questa visione si sposa perfettamente con l’ambiente dell’Olimpia Milano, dove il collettivo deve necessariamente prevalere sul singolo per sostenere i ritmi della massima competizione europea. Per Kuzminskas, aver militato in squadre “vincenti” (citando Milano tra i suoi passaggi chiave) è stato il vero segreto della sua carriera.

Il messaggio ai giovani talenti è chiaro: il posizionamento conta più dei punti, perché è meglio essere un ingranaggio fondamentale in un sistema d’eccellenza che un solista in una squadra perdente. Al contrario, subire la cosiddetta “doppia perdita” – ovvero giocare male in una squadra che perde – può distruggere il valore di mercato di un giovane promessa. La vera cultura della vittoria risiede proprio qui: i grandi club cercano giocatori capaci di accettare ruoli specifici per il bene del gruppo, anteponendo l’efficienza del sistema alle proprie statistiche personali.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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