Una vera e propria maratona per pubblico e telespettatori vede prevalere la Guerri Napoli per 98-86 sull’Acqua San Bernardo Cantù.
Quasi 3 ore dura la gara, complice la sospensione di 57 minuti imposta dalla rottura del canestro quando mancavano 7 minuti all’intervallo lungo.
Andrea De Nicolao pesca Grant Basile facendo passare il pallone sotto le gambe di Ed Croswell, il lungo italoamericano schiaccia con tutta la forza che ha nelle braccia e piega irrimediabilmente il ferro.
I primi tentativi di sostituzione dello stesso, infruttuosi, costringono a ricorrere alla struttura, tabellone di cristallo incluso, di riserva.
Dopo 57′ il match riprende e Napoli, con Flagg recuperato in extremis e Mitrou-Long fortemente febbricitante fino a mezz’ora prima della palla a due, fa sua la contesa con due parziali che tagliano le gambe ad una Cantù che non ha saputo riprendere il discorso da dove l’aveva interrotto.
Proprio il playmaker canadese si rende protagonista di un vero e proprio flu game, a referto restano 20 punti, 7 rimbalzi e 10 assist per 34 di valutazione, tanto da indurre coach Alessandro Magro, nell’intervista post gara, ad augurarsi che giochi influenzato anche la prossima.
Cantù regge principalmente sulle spalle di Riccardo Moraschini, alla miglior prestazione stagionale con 15 punti, e Giordano Bortolani, autore di 16 punti e dell’ultimo sussulto per riaprire la partita.
Vittoria preziosa per Napoli a cui può bastare un solo successo per assicurarsi il pass per le Final Eight di Coppa Italia.
Guerri Napoli
Flagg 5,5: in dubbio fino agli ultimi secondi di gara, si nota alla lontana che non è al 100%, quantomeno limita i danni. ABBACCHIATO.
Mitrou-Long 8: arriva imbacuccato nel felpone e ti aspetti che qualcuno gli porti il plaid e la programmazione di Netflix, invece sciorina una prestazione monstre che incanala la gara sui binari della Guerri. FLU GAME.
El-Amin 6: limita le iniziative individuali e trova anche un paio di canestri ad alto coefficiente di difficoltà. PROGRESSI.
Croswell 6,5: parte in sordina, cresce alla distanza testando ripetutamente la tenuta del nuovo canestro. A MOLLA.
Faggian 6: entra con la faccia giusta e segna due canestri in momenti importanti. CONCENTRATO.
Saccoccia ne.
Gloria ne.
Treier 6,5: Magro lo fa svariare tra l’ala ed il pitturato, lui risponde presente e fa legna, la tripla del +18 stronca definitivamente le velleità canturine. CONCRETO.
Gentile 5: pochi minuti in cui mette in fila errori non da lui, la giornata è di quelle storte, quantomeno lo capisce e, nella sua seconda parentesi in campo, si limita a fare le cose semplici. OFFUSCATO.
Simms 7: Basile e Ajayi sbattono più volte sul suo sterno e non riescono mai a stargli dietro sui pop up, lui fiuta il sangue e morde. LO SQUALO.
Caruso 6: sussulta dopo una settimana di voci di corridoio, nelle due inchiodate a una mano che pianta nel canestro di Fuorigrotta sembra esserci, finalmente, il segnale di volersi guadagnare minuti e considerazione; la speranza è che non sia l’ennesimo fuoco di paglia. REDIVIVO.
Bolton 7: non lo vedi quasi mai, però scrive 17 punti nonostante l’avvio traumatico in cui le lunghe leve di Ballo gli avevano oscurato la vallata. SILENT KILLER.
Coach Magro 7: lo 0-9 senza nemmeno un tiro in avvio farebbe prudere le mani a qualsiasi allenatore dalla UISP alla NBA, lui mantiene la calma e aggiusta dettaglio dopo dettaglio le imperfezioni. Al rientro dall’inatteso intervallo è lui ad aver fatto nettamente il miglior lavoro di preparazione con i giocatori, 27 minuti di superiorità. STRATEGA.
Acqua San Bernardo Cantù
Gilyard 6,5: forse l’unico straniero canturino ad essere costante nei 40′, chiude a quota 14 punti e 6 assist ma perde nettamente il duello con Naz Mitrou-Long. ORDINATO.
Moraschini 7: tra i migliori nell’ottimo avvio canturino, tra gli ultimi a mollare quando Napoli imprime la svolta alla partita. MOHICANO.
De Nicolao 5: il “tunnel” a Croswell per servire Basile è l’ultima luce della sua partita; falloso e nervoso, non riesce ad offrire il suo solito lucido contributo. BRONTOLO.
Ballo 5: lo chiamavano “Baby Shaq” come un altro che aveva indossato la stessa maglia 20 anni fa, di ‘O Neal e Schortsanitis mostra solo la mole, immobile. QUERCIA.
Bortolani 7: si accende nel secondo tempo trovando canestri capaci di tenere in partita i suoi, peccato fallisca le due occasioni che ha per dare credibilità alla rimonta; mette a referto 16 punti e sopperisce alle mancanze degli USA. PRESENTE.
Sneed 5,5: l’avvio illude, ma la sua luce è un fuoco di paglia. Già prima della pausa forzata perde colpi, dopo sparisce. EFFIMERO.
Basile 5: ferma lui la partita, ovviamente in maniera non intenzionale, con l’inchiodata, tuttavia subisce la fisicità di Simms senza dare risposte credibili, e non è la prima volta in questa stagione; sembra soffrire oltremodo una categoria che, per talento, addirittura potrebbe stargli stretta. PULCINO BAGNATO.
Green 6: ex applaudito dalla Alcott Arena, l’eroe della salvezza dello scorso anno non fa troppo male ai suoi ex tifosi, tuttavia non si fa mancare un paio di poesie in movimento delle sue, tanto per ricordare che il suo arresto e tiro andrebbe esposto in vari musei di arte moderna. ARTISTA.
Ajayi 5,5: la voglia di far bene c’è, è l’esecuzione che non l’asseconda quanto vorrebbe. Prova senza troppi risultati a rendersi utile alla causa, anche se su di lui si addensano nubi di mercato. CORRETTO.
Okeke sv.: solo qualche secondo per lui.
Coach Brienza 5,5: su quanto visto in campo non ci sarebbero insufficienze da dare, visto il divario tecnico emerso tra le due squadre. Addirittura ci sarebbe una giusta recriminazione da fare sulla bomba di Moraschini annullata per un piede sulla linea a dir poco dubbio. Ma la sufficienza la perde quando incolpa l’interruzione della sconfitta, come se anche gli avversari non fossero stati costretti a spezzare il ritmo, come se gli stessi avversari non avessero già rimesso in equilibrio il risultato dopo la partenza horror e prima dell’imprevisto intervallo. NO EXCUSES.





