COOLEST MONKEY IN THE JUNGLE
“La cosa figa, in questo momento, non sono i Knicks”. Più di tutte le partite e le vicissitudini dirigenziali, sono le parole di Durant al momento della firma coi bianconeri a contrassegnare un caposaldo nella rivoluzione Nets. Cool: “che riscuote approvazione o che suscita meraviglia, alla moda, fantastico”. Come descrivere meglio Brooklyn? Quartiere multiculturale se ce ne fosse uno, aperto all’ingresso di nuove influenze artistiche e culturali, un formicaio in continuo brulichio e dalle costanti contraddizioni, così pericoloso e così affascinante. Risiede proprio qui il punto focale delle intuizioni della triade Prokhorov – Tsai – Marks. Perché se a Philadelphia il “Process” ha riguardato fondamentalmente il campo, la ricostruzione di Brooklyn è avvenuta in simbiosi con l’aria che si respira a Fulton Street o Columbus Park. Quello che i cugini ricchi dei Knicks non hanno ancora iniziato: la ricostruzione di una nuova “Culture”. Radici indissolubilmente legate all’essenza del quartiere, finestra spalancata per urlarla al mondo intero. Dallo spostamento nell’aprile 2012 della sede della franchigia in Downtown Brooklyn, il connubio vive un momento idilliaco. Ulteriore riprova? Negli ultimi anni l’NBA ha promosso la creazione di Classic e City Edition, terza/quarta maglia di gioco, lasciando carta bianca alla singola franchigia sul concept a cui ispirarsi per porgere il proprio cuore sul piatto argentato del marketing mondiale. Chi comanda la classifica delle vendite? No, i Lakers no. Neanche gli Warriors. Nemmeno i Knicks. Ebbene sì: Brooklyn Nets. Nel 2019 i grafici decidono di omaggiare la black community e la pop culture che hanno marchiato il passato recente del DUMBO con una grafica dedicata a Notorious B.I.G., rapper di fama internazionale, affidando il lancio tramite video nientepopodimeno che a Joey Bada$$. Che l’R&B sia parte integrante della storia recente della società era chiaro dal 2012, quando lo spostamento della franchigia venne proposto da un socio di minoranza, tanto marginale nell’azienda quanto influente nel mercato discografico mondiale. Jay-Z on the track, b*tch. In occasione della sfida odierna coi Clippers, si è mostrata con tutta l’iconicità del caso la City Edition 2021: i designer si sono lasciati guidare dall’arte viscerale, rabbiosa, rancorosa ma soprattutto sincera dello street artist Jean Michel Basquiat, nativo e attivo a Brooklyn, in grado di rappresentare con pochi tratti la comunità nera di Bed Stuy. Se vi siete evitati la notte in bianco e non avete ancora potuto apprezzare le bande laterali dai colori sgargianti, dirompenti dal classico sfondo nero Nets, si spera abbiate già potuto ammirare la prima edizione della Classic Edition. Coloro celeste slavato, questa ricalca in toto la tie-dye di drazeniana memoria, una delle divise più amate dalla tifoseria Nets degli anni ’90. Ricordare le gesta del passato riadattandole in chiave contemporanea, proponendole a un pubblico sempre più global con mezzi e linguaggio del futuro. La cosa cool, in questo momento, sono decisamente i Nets.

Dai. Parliamone.





