Le stelle vincono i titoli, la difesa conta, l’esperienza pesa. Ma esistono anche indicatori statistici che, guardando agli ultimi campioni NBA, aiutano a distinguere le vere contender dalle squadre solo apparentemente competitive. Analizzando le squadre campioni dal 2005 in poi emergono sette parametri utili: vittorie, efficienza offensiva e difensiva, net rating, talento All-NBA, esperienza playoff, stile di gioco e rendimento contro squadre sopra il 50%. Il risultato è chiaro: gli Oklahoma City Thunder sono la squadra che più rispetta il profilo storico di una vincitrice NBA secondo un bello studio fatto da The Athletic.
Vittorie: la soglia dei 57 successi
Dal 2005 quasi tutte le squadre campioni hanno chiuso con almeno 57 vittorie o con un passo equivalente.
In questa stagione solo tre squadre rispettano questa soglia:
- Oklahoma City Thunder
- San Antonio Spurs
- Detroit Pistons
È il primo filtro pesante. Chi non vince abbastanza in regular season può arrivare in fondo, ma storicamente parte da una posizione molto più debole.
Attacco e difesa: serve almeno un’unità d’élite
Dal 2005 solo due squadre hanno vinto senza avere almeno un attacco o una difesa in top 5.
Il dato penalizza squadre come Lakers, Cavaliers e Nuggets, che hanno record importanti ma difese nella metà bassa della lega.
Le squadre che hanno almeno una unità top 5 sono:
- Nuggets
- Celtics
- Knicks
- Spurs
- Thunder
- Pistons
- Timberwolves
Il messaggio è semplice: puoi non essere perfetto, ma devi essere dominante almeno in qualcosa.
Net rating: il dato che taglia fuori quasi tutti
Il net rating è spesso il miglior indicatore complessivo.
Dal 2005 solo i Dallas Mavericks 2011 hanno vinto il titolo chiudendo fuori dalla top 6 per net rating.
Quest’anno rispettano il parametro:
- Thunder
- Spurs
- Celtics
- Pistons
- Knicks
Qui i Knicks restano dentro il gruppo delle contender, mentre i Lakers escono nettamente dal profilo storico.
Talento: serve almeno un All-NBA
Tutte le squadre campioni dal 2005 hanno avuto almeno un giocatore nei primi due quintetti All-NBA.
Questo parametro non sorprende: per vincere serve una superstar reale.
Nella corsa 2026, nomi come Shai Gilgeous-Alexander, Victor Wembanyama, Nikola Jokic, Jayson Tatum, Jalen Brunson, Luka Doncic e Cade Cunningham tengono vive le ambizioni delle rispettive squadre.
Ma il talento da solo non basta. Serve che tutto il resto regga.
Esperienza playoff: il passato conta
Quasi tutte le squadre campioni hanno vinto almeno un turno playoff con il nucleo attuale nella stagione precedente o in quella ancora prima.
Rientrano nel parametro:
- Celtics
- Knicks
- Cavaliers
- Thunder
- Nuggets
- Timberwolves
Questo è un punto critico per Spurs e Pistons, che hanno numeri da contender ma non ancora lo stesso vissuto playoff con questo nucleo.
Stile di gioco: efficienza prima di tutto
Non conta solo tirare tanto da tre o arrivare spesso al ferro. Il dato più stabile nella storia recente è l’effective field goal percentage.
Dal 2005 quasi tutte le squadre campioni sono state in top 6 per eFG%.
Le squadre che rispettano il parametro:
- Nuggets
- Lakers
- Thunder
- Cavaliers
- Timberwolves
Qui emergono due letture interessanti: i Lakers entrano finalmente in un indicatore, ma restano deboli in quasi tutti gli altri; Pistons e Rockets, invece, vengono ridimensionate dalla loro efficienza offensiva.
Record contro squadre vincenti
Un’altra metrica pesante: quasi tutte le campioni dal 2005 hanno avuto record positivo contro squadre sopra il 50%.
Rispettano il parametro:
- Pistons
- Celtics
- Knicks
- Cavaliers
- Thunder
- Spurs
- Nuggets
- Rockets
I Lakers sono 23-25 contro squadre almeno al 50%: un dato che pesa parecchio sulla loro credibilità da titolo.
Il verdetto: Thunder davanti a tutti
Il conto finale dice:
- Thunder: 7 parametri su 7
- Spurs: 4
- Pistons: 4
- Nuggets: 4
- Celtics: 4
- Knicks: 4
- Cavaliers: 3
- Timberwolves: 3
- Rockets: 1
- Lakers: 1
Gli Oklahoma City Thunder sono l’unica squadra che rispetta tutti i criteri storici da campione NBA.
Gli Spurs hanno il profilo più intrigante, ma pagano l’inesperienza playoff. I Knicks sono più credibili dei Lakers nei numeri, ma devono dimostrare di poter reggere su entrambi i lati del campo. I Lakers, invece, hanno talento e nomi enormi, ma il profilo statistico dice altro: oggi sono più pretender che contender.
La storia non decide il futuro.
Ma raramente mente del tutto.
