Draymond Green, veterano dei Golden State Warriors, ha condiviso le sue riflessioni sulla candidatura di Victor Wembanyama al titolo di MVP della lega, partendo da un tema che gli sta particolarmente a cuore: il valore della difesa nel basket moderno.
Green ha sottolineato come la metà difensiva del gioco venga sistematicamente ignorata nelle discussioni sui premi individuali, esprimendo un misto di frustrazione e ammirazione per le parole del centro dei San Antonio Spurs.
“Ho odiato questa cosa… e allo stesso tempo l’ho adorata. Wemby ha detto: ‘La difesa è il 50% del gioco.’ E nessuno se n’era accorto? Nessuno ha notato che il 50% del gioco che giochiamo si svolge su quella metà campo?”
“Tutti dicono che ha toccato un punto sacrosanto. Buongiorno? Non vi sembra ovvio? Ho odiato il fatto che abbia dovuto uscire allo scoperto e farlo notare lui. All’improvviso accendi la televisione e tutti cominciano a dire: ‘In effetti, forse l’MVP è Wemby.'”
La difesa ignorata: “Una vergogna per il basket”
Green, pur senza dichiarare esplicitamente il proprio candidato MVP, ha lanciato un messaggio forte sul modo in cui la pallacanestro moderna tratta la difesa.
“Questo è una vergogna per il punto a cui è arrivato il basket. Quando Luka Doncic non soddisfa gli standard difensivi, tutti vogliono distruggerlo. Ma qui c’è un uomo che da solo difende contro tutte le squadre, e nessuno ne ha tenuto conto finché non è uscito lui a dire che la difesa è il 50% del gioco. Voglio dargli un enorme credito per una dichiarazione così profonda. Ma era davvero così profonda? È una verità lampante, eppure la gente ha avuto bisogno che fosse lui a dirlo per riuscire a vederla.”
Green continua: “Se non parli, nessuno ti vede”
Il numero 23 dei Warriors conosce bene la dinamica delle campagne per i premi individuali. Lo scorso marzo si era inserito nella corsa al Difensore dell’Anno (DPOY) con una conferenza stampa altrettanto accesa, chiudendo poi al terzo posto nelle votazioni.
“In queste votazioni, se non parli tu, la gente non riesce a vedere. Non facciamo finta che tutti siano in grado di aprire gli occhi e capire cosa sta succedendo nel basket… L’anno scorso nessuno avrebbe dato il DPOY a Evan Mobley finché non è uscito lui a dire qualcosa. Se non ti fai avanti a difendere il tuo caso, le cose non funzionano. Tanto di cappello a Wemby per aver avuto il coraggio di sedersi su quella piattaforma e dire: ‘Ecco perché.’ Non ha evitato la domanda. Non ha pensato: ‘Capiranno da soli.’ No, non capiscono. Sono contento che sia stato abbastanza intelligente da sapere che la gente non ci arriva da sola. Se non li aiuti a vedere… dannazione, non vedranno.”
Wembanyama, nonostante gli infortuni a inizio stagione, si è imposto come uno dei talenti più dominanti della lega: viaggia con medie di 24.1 punti, 11.1 rimbalzi e 3.0 assist a partita con oltre il 50% dal campo. A questi numeri aggiunge 3.1 stoppate di media, dato che lo colloca al vertice assoluto dell’NBA.
