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NBA, MVP Race: SGA sfida il sistema Jokic e l’alieno Wembanyama, ma il caso Doncic divide

La NBA ha ufficializzato i tre finalisti per il premio MVP della stagione regolare 2025-26: Shai Gilgeous-Alexander, Nikola Jokic e Victor Wembanyama. Fuori dalla lista, tra le esclusioni più discusse, figurano Luka Doncic e Cade Cunningham.

Shai Gilgeous-Alexander si presenta come il favorito principale. Il playmaker canadese ha trascinato gli Oklahoma City Thunder al miglior record della NBA con 64 vittorie, chiudendo la stagione con medie di 31.1 punti, 6.6 assist e 4.3 rimbalzi. Nel corso dell’anno ha superato il record di Wilt Chamberlain per partite consecutive con almeno 20 punti e, con il 55.3% dal campo, ha stabilito la miglior percentuale al tiro nella storia per una guardia con almeno 30 punti di media, superando il Michael Jordan del 1990-91.

Nikola Jokic ha firmato un’altra annata storica: 27.7 punti, 12.9 rimbalzi e 10.7 assist di media, chiudendo in tripla doppia media per il secondo anno consecutivo (impresa riuscita prima solo a Russell Westbrook). I suoi Denver Nuggets hanno concluso con 54 vittorie, terzi nella Western Conference.

Victor Wembanyama ha compiuto il salto definitivo. Il lungo francese ha guidato i San Antonio Spurs a un sorprendente record di 62 vittorie, producendo 25.0 punti, 11.5 rimbalzi, 3.1 assist e un primato di 3.1 stoppate a partita. È anche il favorito per il premio di Difensore dell’Anno in NBA: se dovesse vincerli entrambi, sarebbe il primo a riuscirci dai tempi di Giannis Antetokounmpo (2019-20).

NBA MVP: Doncic e Cunningham fuori dai giochi

L’esclusione più sorprendente riguarda Luka Doncic. Lo sloveno, alla sua prima stagione completa con i Los Angeles Lakers, ha guidato la NBA per punti segnati (33.5 di media). Tuttavia, un infortunio al bicipite femorale sinistro nel finale di stagione ha frenato la sua corsa: ha disputato 64 partite, una sotto la soglia minima di 65 prevista dal regolamento, riuscendo a rientrare tra gli eleggibili solo grazie a un’esenzione per “circostanze straordinarie” concessa dalla lega, che però non è bastata a garantirgli il podio.

Anche Cade Cunningham resta fuori dalla terna finale nonostante una stagione dominante con i Detroit Pistons, capaci di chiudere al primo posto nella Eastern Conference con 60 vittorie. Il playmaker ha prodotto 23.9 punti, 9.9 assist e 5.5 rimbalzi di media, guidando la rinascita della franchigia del Michigan.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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