HomeNBANCAANebraska e la March Madness: l'America ha capito prima di noi Luca...

Nebraska e la March Madness: l’America ha capito prima di noi Luca Virgilio

C’è un nome che nel basket universitario americano viene pronunciato con rispetto, ma che in Italia stenta ancora a trovare il riconoscimento che merita. Nel podcast Backdoor Call, Marco De Benedetto accende i riflettori su Luca Virgilio, dirigente italiano che ha costruito un progetto solido alla guida di Nebraska — squadra della Big Ten, una delle conference più competitive d’America. Una storia di competenza, visione internazionale e risultati concreti che racconta molto su come il basket italiano esporti talento manageriale senza rendersene conto.

 “Luca è a parte un amico ma c’entra poco, è al top tra i dirigenti della pallacanestro italiana, troppo poco conosciuto dal grande pubblico. è da anni che negli Stati Uniti ha sempre lavorato bene, prima St. John’s e adesso da qualche anno Nebraska, ha creato e messo su una squadra con anche giocatori international molto interessanti, hanno fatto una grande stagione. Lui è uno di quelli, e non sono così tanti, che sono al top livello di college ma che conosce il basket nella sua accezione più generale a livello internazionale. È uno di quei nomi che onestamente dovrebbe essere chiamato e preso in considerazione anche per ruoli importanti di ritorno in Italia e in Europa.

Nebraska e la sua stagione.

Nebraska appartiene alla Big Ten che è una delle grandi conference e questo rende il loro risultato ancora più rimarchevole. È sempre bello quando si parla di college unire in modo naturale gli aneddoti di costume a quello che è il basket tecnico, e in più uniti al format delle partite secche che rendono la March Madness unica. L’altro ingrediente principale è il fatto che siano giocatori tendenzialmente inesperti: gli episodi assurdi nei finali di partita si accumulano negli anni, ci sono onestamente errori e quindi di contro imprese eroiche degli avversari molto più facilmente che in una partita pro. Questo rende il format ancora più affascinante. Le teste di serie hanno un gap aumentato per via del budget disponibile da quando si possono pagare i giocatori, ma qualche sorpresa c’è sempre. Le prime venti si sfidano in modo anche sorprendente tra di loro, perché la ventesima è molto più vicina alla prima di quello che possa sembrare. Dalla ventesima alla ventunesima, per fare un esempio numerico, si apre un gap importante.”

Simone Mazzola
Simone Mazzola
Simone Mazzola è ideatore e fondatore di Backdoor Podcast. Giornalista pubblicista iscritto all'albo, segue e racconta il basket quotidianamente da oltre vent'anni. Nel corso della sua carriera ha collaborato con redazioni del calibro di FoxSports e del sito italiano NBA. È inoltre autore del libro "American Dream: un infiltrato alle NBA Finals".X: https://x.com/mazzola_simone IG: https://www.instagram.com/datruth84/

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
CAPTCHA user score failed. Please contact us!