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Home Lega Basket

New Basket Brindisi: il pagellone di fine stagione

Stefano Marinaro by Stefano Marinaro
27 Giu 2024
in Lega Basket
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Xavier Sneed

Xavier Sneed (Happy Casa Brindisi)

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La stagione per la New Basket Brindisi si è conclusa con la retrocessione in A2, di errori ne sono stati fatti parecchi ma solo chi ci ha provato e ha lottato può dire poi di aver perso o vinto. Ripercorrendo brevemente quelle che sono state le scelte “clou” di questa stagione ricordiamo, tra le altre, la decisione della società di puntare su Corbani per sostituire un tecnico esperto come Vitucci. Così come la pesante assenza dell’asse play-pivot dato che i giocatori scelti in quei ruoli, ovvero Senglin e Johnson, non erano adatti e non si sono dimostrati all’altezza, tanto che poi sono stati tagliati nel corso della stagione.

Nella costruzione del roster iniziale sono stati commessi anche altri errori, però è importante citare anche l’ottima scelta di Sneed o Laszewski. I quali avrebbero meritato vetrine migliori visto il loro talento. Altra scelta sbagliata è stata la decisione di prendere il piccolo play Jackson, preso in corsa per migliorare la squadra ma subito mandato via perché non all’altezza. Per non parlare della scelta del nuovo coach Sakota, che non ha inciso più di tanto e ha commesso più di qualche errore. Se a tutto ciò aggiungiamo la fatica fatta a inizio stagione nella competizione europea, che più di qualche danno ha causato al roster pugliese, e un bel po’ di sfortuna avuta con i tanti infortuni e in più di qualche partita, allora la frittata è fatta.

Nei giudizi che seguono ci limitiamo a giudicare solo coloro che da protagonisti hanno concluso la stagione a Brindisi.

Morris 6+: molto incostante durante tutto il campionato. Nelle prime giornate era un continuo sparare a salve dalla lunga distanza. Essendo lui una guardia tiratrice non ha mostrato di certo delle percentuali all’altezza di tale ruolo, però c’è anche da dire che è stato spesso costretto a giocare nel ruolo di playmaker.

Laquintana 6,5: più di qualche volta è stato lasciato in panchina quando invece avrebbe meritato più minutaggio in campo. Nella seconda metà di stagione ha fatto molto bene, ha dimostrato tutte le sue doti cestistiche ed è un play che può fare molto bene, uscendo dalla panchina, se in buone condizioni fisiche.

Sneed 9: il migliore della squadra, sia in attacco, il giocatore con più punti nelle mani (16.2 di media), sia in difesa. Un fattore anche sotto canestro con 6.3 rimbalzi recuperati a partita. Tanta grinta ed energia, un’atleta di grande talento.

Laszewski 7: ottima mano al tiro, soprattutto dalla lunga distanza. Ha faticato molto ad ambientarsi e ha trovato un basket diverso rispetto a quello americano, essendo stata la sua prima esperienza oltreoceano. Ha ampi margini di miglioramento e di crescita, un giocatore che può essere molto utile anche sotto le plance se migliora il suo gioco.

Smith 6: arrivato in corsa per ampliare il reparto lunghi. Nelle dieci partite giocate ha fatto il suo sotto canestro, forse qualche volta ha sprecato delle buone occasioni, ma non gli si poteva chiedere di più.

Lombardi 6: giocatore che si spende molto in difesa e che sotto canestro fa sentire la sua fisicità. Poco minutaggio in questa stagione ma quando è sceso sul parquet ha realizzato anche delle giocate spettacolari.

Bartley 7: da quando è arrivato ha dato il suo contributo, soprattutto dal punto di vista offensivo, essendo un tiratore. In alcune partite è stato incostante ma quando trova il canestro dalla lunga distanza può essere un grosso problema per gli avversari. Giocatore che sfrutta bene il suo fisico anche in difesa.

Riismaa 6: con l’arrivo di coach Sakota è stato completamente dimenticato in panchina, un giovane talento che ha tutte le qualità per fare bene in campo. Avrebbe meritato certamente più spazio in campo.

Bayehe 6,5: per gran parte della stagione si è ritrovato ad essere il centro titolare ma non ha affatto sfigurato. Spesso ha subito la fisicità dei lunghi avversari o ha faticato a trovare il canestro però ha sempre dato il suo contributo alla squadra.

Washington 8: il play che sarebbe servito sin dall’inizio a Brindisi. Fa girare bene la squadra, fa segnare i compagni grazie alla sua ottima visione del gioco e trova anche delle ottime soluzioni personali per fare canestro, avendo delle ottime percentuali al tiro.

 

Sakota 6-: sembra che il coach serbo sia stato un ripiego dopo che diversi allenatori hanno rifiutato la chiamata del presidente Marino o temporeggiato molto o ancora chiesto delle condizioni non realizzabili per la società. Con l’arrivo di Sakota il gioco della squadra è cambiato in meglio ma il serbo non ha inciso più di tanto, nonostante abbia avuto molto tempo a disposizione e tutta la squadra al completo per conquistare la salvezza. Spesso ha commesso degli errori, scelte molto discutibili sugli atleti da mandare in campo e soprattutto vi è lo scarso minutaggio concesso ai giocatori italiani, su tutti Riismaa, il quale è stato dimenticato dal coach.

 

Front office 5: è inevitabile che da questo punto di vista sono stati commessi tanti errori, un voto che rispecchia tutto l’operato della società in questa stagione: a partire dalle varie scelte di mercato fatte in estate e in corso d’opera, nella gestione di tutta la stagione, per arrivare poi alla retrocessione.

Tags: Happy Casa BrindisiLegabasketNew Basket Brindisi
Stefano Marinaro

Stefano Marinaro

Nato a Brindisi il 16/07/2002. Fin da bambino coltivo la mia passione per la scrittura e per il basket. Il mio sogno è unire queste due passioni e trasformarle nel mio futuro lavoro. Sono un tifoso accanito della New Basket Brindisi e laureato in Scienze della comunicazione (indirizzo giornalismo, relazioni pubbliche e digital media).

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