L’AS Monaco è lieto di annunciare l’ingaggio dell’ala grande Nikola Mirotic (34 anni, 2,08 m) per le prossime due stagioni, proveniente da Milano, dove ha trascorso gli ultimi due anni. Il montenegrino è una vera star internazionale e vanta un curriculum di tutto rispetto che non ha bisogno di presentazioni. Un punto di riferimento, un rinforzo significativo per la linea d’attacco del Roca Team, a conferma della volontà della dirigenza di aggiungere giocatori di valore al nucleo di un gruppo consolidato. Con questo arrivo, l’AS Monaco Basket conferma la sua volontà di rimanere ai vertici del basket europeo.
Nikola Mirotic rappresenta semplicemente oltre 15 anni di basket ai massimi livelli. Una longevità eccezionale e rara per un atleta, date le esigenze di questo sport, considerando il numero di partite giocate durante una stagione, sia in Europa che in NBA. La sua storia con il basket professionistico è iniziata quando è stato reclutato dal Real Madrid nel 2005 per giocare nelle giovanili. Da lì è iniziata la sua ascesa al vertice, fino al suo arrivo al Rock quest’estate.
Campione d’Europa nel 2015 con la Spagna, medaglia di bronzo l’anno successivo alle Olimpiadi, quattro Coppe del Re, tre titoli di campione di Spagna, uno in Italia, MVP del campionato spagnolo, dell’Eurolega e della finale del campionato italiano, Nikola Mirotic ha costruito una lunga lista di successi nel corso degli anni. Ha giocato dal 2010 al 2014 nel Real Madrid prima di unirsi alla NBA per le successive 6 stagioni. Con i colori dei Chicago Bulls, poi con quelli dei Pelicans, Nikola ha brillato con una media massima di 16,8 punti a stagione. Nel 2019 è tornato in Europa con il Barcellona per 4 stagioni, prima di giocare le ultime due in Lombardia con la maglia del Milan.
Benvenuto a Nikola Mirotic, nuovo giocatore dell’AS Monaco!
Nikola, perché hai scelto il Monaco come destinazione?
Il Monaco è un club che è stato al vertice dell’Eurolega negli ultimi anni e ha il potenziale per crescere ancora. Volevo una nuova sfida; ne ho ancora le capacità, ed è per questo che ho deciso di firmare qui.
Ha incontrato il presidente diverse volte. Può raccontarci di queste discussioni e del suo arrivo a Monaco?
Ho avuto l’opportunità di incontrare il presidente diverse volte. È un uomo con una grande visione e molto dedito alla sua squadra di basket. È disposto a fare molto per vedere il Roca Team raggiungere i vertici del basket europeo.
Cosa pensa dell’ascesa del club in così poco tempo?
Ciò che il Monaco ha realizzato in così poco tempo è semplicemente incredibile e credo e spero davvero che il futuro sia roseo. Fin dall’inizio dell’Eurolega, qualche anno fa, la squadra ha dimostrato di essere capace di grandi prestazioni, qualificandosi sempre per i playoff e persino due volte per le Final Four.
Hai già avuto modo di parlare con coach Spanoulis? Cosa ne pensi della sua filosofia?
Sì, ho potuto parlare con coach Spanoulis della nostra visione del gioco, di cosa poteva aspettarsi e di come vede le cose. Non vedo l’ora di iniziare a incontrare nuovi giocatori e di approfondire ulteriormente la filosofia di Vassilis Spanoulis come allenatore.
Conosci molto bene l’Eurolega. Possiamo dire che la competizione è più dura che mai?
È vero che la mia prima stagione in Eurolega è stata 15 anni fa. Era il 2010. Ora, dopo 15 anni, posso dire che il campionato è molto più competitivo e impegnativo. Tutte le squadre possono reggere il confronto, hanno roster costruiti per arrivare fino in fondo nella competizione. Dipende da chi riuscirà a essere più costante, come abbiamo visto nelle ultime stagioni.
Hai sperimentato il livello di eccellenza nei due campionati principali, NBA ed Eurolega. Quali sono le differenze più evidenti dall’interno?
La differenza tra l’NBA e il basket europeo è senza dubbio la fisicità e la prestazione individuale. Non c’è dubbio che l’NBA sia il miglior campionato del mondo, ma la verità è che è grazie ai giocatori europei che giocano oggi e che hanno giocato prima di loro che sono diventati quello che sono oggi nell’NBA.
Ricordi il tuo record in NBA?
Sì, ho stabilito il mio record di punti in carriera contro i Sacramento Kings nel 2018. Quella sera ne ho segnati 36, ed è stata sicuramente una giornata indimenticabile per me.
Fonte: AS Monaco





