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Home Lega Basket Olimpia Milano

Olimpia, Baiesi si presenta: “Mercato? Si tratta di avere creatività”

Marco Marini by Marco Marini
12 Giu 2025
in Olimpia Milano
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Olimpia Milano

Foto Olimpia Milano

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È stato un giorno importante in casa Olimpia Milano in vista del prossimo futuro. I biancorossi hanno infatti presentato ufficialmente il nuovo direttore sportivo, ovvero Daniele Baiesi, ex dirigente del Bayern Monaco e consulente dei Brooklyn Nets. Il nuovo corso dell’EA7 ripartirà proprio dall’inserimento della sua figura, fondamentale per il mercato ma comunque complementare a quelle di Ettore Messina e Christos Stavropoulos. Dopo le parole proprio di Stavropoulos, Baiesi ha parlato per la prima volta alla stampa da nuovo dirigente dell’Olimpia Milano. Queste le sue dichiarazioni complete, riportate da RealOlimpiaMilano.

L’arrivo a Milano:

“Io sono arrivato solamente lunedì. Poi è chiaro, la collaborazione è iniziata prima, però un conto è farsi raccontare le cose, è un conto è cominciare a vederle e a toccarle con mano. Si viene, si parla, si ascolta, si cerca di capire, soprattutto si cerca di capire la cultura di un posto che io ho visto soltanto da fuori, da rivale, da tifoso avversario. Diciamo che non è tutto automatico, ci sono cose che vanno comprese, che contribuiscono alla formazione di un giudizio. Io ho appena cominciato a parlare con chi la stagione l’ha vissuta, quindi stasera ho un incontro con uno dei giocatori a cena per parlare di quello che è accaduto. Poi magari, se me la rifai tra una settimana questa domanda, ti darò una risposta diversa“.

Il primo incontro con Messina:

 “Io l’ho rammentato a lui pochi giorni fa. È stata la prima interazione, non la prima volta che ci siamo davvero conosciuti. Era un evento di beneficenza a Bologna, quando lui era allenatore esordiente della Virtus, quindi era l’89-90, in un fast food del centro della città, la squadra e lo staff servivano pasti ai tifosi. Io da tifoso ovviamente ero presente con la mia macchinina fotografica a fare le fotografie, me lo son trovato davanti, gli ho fatto diciamo uno strillo di incitamento, si è girato, mi ha detto, ‘perché strilli?’. Non con queste esatte parole…“.

Il rapporto con Messina:

“Poi il rapporto si è sviluppato dalla stagione 2001/02 dopo la famosa partita dell’invasione di campo in seguito alla sollevazione dall’incarico come venne chiamata. Da lì in poi si è consolidato il rapporto, abbiamo ha cominciato a sentirci più spesso e poi ho avuto l’onore e la facoltà prima di aver ricevuto una proposta nel 2019 che, per svariate ragioni, non ho potuto accettare, e poi di riceverla di nuovo nel 2025. Per me che mi abbia chiamato qui è una dimostrazione di stima che mi appaga. Con Christos abbiamo tipi di competenze differenti. Sono qui da poco ma direi che siamo sinergici, complementari”.

La sua visione del mercato: 

“La G-League è la stessa di prima anche dopo l’introduzione dei contratti “two-ways”. La differenza è che i giocatori prima di venire in Europa per qualche anno restano nell’area NBA in una lega che è più di parcheggio che sviluppo. Il risultato è che si tende ad avere da noi una lega più vecchia, con i soliti giocatori che guadagnano sempre di più ma sono sempre di meno, mentre i nuovi arrivano qui che hanno già 26-27 anni e necessitano lo stesso di tempo. Mi viene in mente il caso di Wade Baldwin che venne al Bayern dopo aver fallito all’Olympiacos e poi ha avuto la carriera che sappiamo. Era stato una prima scelta ma in Europa era arrivato a 23 anni”.

Le differenze con la Germania:

“Non cambierei mai l’Italia con la Germania, ma in tema di cultura sportiva sono due paesi diversi. La mia sensazione è che quella cultura sia più sana mentre da noi la miccia è più corta e si consuma prima. Al tempo stesso lì c’è più distacco rispetto alla squadra. Da noi è diverso”.

Sul mercato dei playmaker e sulle scelte Olimpia: 

“Non so cosa si intenda per playmaker. In Italia ci sono stati Mike D’Antoni, Ossola, Marzorati, Brunamonti. Ma chi era il playmaker del Fenerbahce che ha vinto l’Eurolega? Se invece pensiamo a chi deve eseguire un “play” allora bisogna sapere quale è questo “play” che intendiamo eseguire. È chiaro che se uno potesse prendere i giocatori esperti… Per quanto uno possa avere a disposizione un budget che è rispettabile, per il quale ovviamente bisogna essere grati alla proprietà, non è che si raccolgono i soldi sugli alberi. Vedete anche voi com’è il mercato, quindi si tratta di fare delle scelte e, secondo me, di avere un po’ di creatività. Soprattutto nel caso di alcuni giocatori che, magari possono essere un po’ inesperti, da mettere all’interno di un sistema e di un ambiente che possa esaltarne le loro caratteristiche“.

Tags: Daniele BaiesiOlimpia Milano
Marco Marini

Marco Marini

Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.

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