L’esonero di Peppe Poeta, comunicato nella serata di venerdì dall’Olimpia Milano, ha scosso profondamente l’ambiente biancorosso. Una decisione arrivata in maniera inaspettata per il tecnico di Battipaglia, che si era detto pronto a superare le attuali difficoltà lavorando duramente in palestra e attendendo un possibile aiuto dal mercato, e che ha commentato con amarezza ma con rispetto verso la proprietà la fine anticipata della sua avventura: «Ho dato tutto, sarò sempre grato per l’opportunità».
Come riportato da Realolimpiamilano, i retroscena che hanno portato alla rottura delineano tuttavia un quadro di profonda insoddisfazione da parte dei vertici societari, guidati da Pantaleo Dell’Orco. Nonostante un contratto valido fino al 2028 e i tre trofei nazionali messi in bacheca nel suo breve mandato (Scudetto, Coppa Italia e Supercoppa), il disastroso ruolino di marcia in Eurolega – con una sola vittoria a fronte di ben nove sconfitte – ha rappresentato la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il progetto tecnico sembrava non riuscire più a trovare una via d’uscita al momento di crisi, alimentando il malcontento palesato anche dai fischi di un Forum sempre più vuoto.
Prima di optare per il drastico ribaltone in panchina e di affidare temporaneamente la squadra a Marco Ramondino in attesa di Luca Banchi, la proprietà ha messo sotto la lente d’ingrandimento l’intero settore sportivo. Le valutazioni approfondite non hanno riguardato esclusivamente le responsabilità dell’allenatore, ma hanno coinvolto l’intero management e la dirigenza milanese, in un esame a 360 gradi volto a individuare le cause di una campagna acquisti e di un avvio di stagione continentale nettamente al di sotto delle aspettative di un club dalle alte ambizioni come l’Olimpia.






