EMIANOPSIA
Siamo in vista della March Madness. Gli occhi del piano di sopra sono fissi sui maggiori talenti del paese. E Kevin Punter from Bronx, NYC, è in prima fila. Eppure, se si esclude una fugace apparizione alla Summer League dell’estate successiva, Kevin non calcherà più parquet a stelle e strisce. Dopo aver giocato per oltre due mesi con un ginocchio malconcio, negando dolori atroci a medici e a mamma Sherise, Kevin è costretto a fermarsi sul più bello. Le quotazioni calano drasticamente, tant’è che al Barclays Center di Brooklyn, la sera del 23 giugno 2016, il suo nome non verrà pronunciato dal compianto David Stern. “Troppo magro ed esile per gli standard atletici richiesti”. “Non basta metterne oltre 22 di media al college per avere un futuro tra i più grandi”. Tante cose si sono dette del giovane Punter. Non sappiamo se la mancata chiamata al Draft abbia procurato maggiore delusione o frustrazione. Una cosa è certa: da questo momento inizia la vera avventura di Kevin Xavier Punter Jr., il cacciatore alla spasmodica ricerca di nuovi canestri da mitragliare.
Basketball Champions League. Probabilmente è la parola campioni a suscitare l’inevitabile attrazione. E, a giudicare dai risultati, l’interesse tra KP e la principale competizione organizzata da FIBA Europe è reciproco. Dopo la prima metà di stagione in Grecia al Lavrio, la scintilla scocca nel 2017 grazie all’aria belga di Anversa, porto sicuro per un navigatore dell’oceano cestistico come Kevin. L’anno successivo è la volta dei polacchi del ROSA Radom e dell’AEK Atene. Il primo bacio: la vittoria nella Final Four di O.A.K.A. 2018-2019: il trofeo torna in Italia, sotto le Due Torri. La sponda virtussina di Bologna ringrazia ancora Punter, arma letale dell’attacco orchestrato dall’allora salvatore della patria Sale Djordjevic, per avergli regalato il primo trofeo europeo dopo dieci anni di astinenza. Eletto miglior giocatore del torneo, la storia d’amore tra Kevin e la BCL non è però destinata a durare. Troppo forte la tentazione di continuare a viaggiare. Troppo insistenti le offerte per la merce pregiata che Kevin porta con sé. Punti, punti e ancora punti. Ora si viaggia in prima classe. Che, però, non ammette sconti.

L’impatto di Punter con l’Eurolega è paragonabile a una caduta sul cemento infuocato del Bronx in un pomeriggio estivo al campetto. Dolore e bruciore. L’esperienza con l’Olympiacos, nonostante le grandissime aspettative, non mantiene le promesse. Troppi naviganti sulla stessa barca senza un comandante dalle mani salde. Troppi viaggiatori con la stessa voglia di scoprire il mondo ma senza la volontà di cooperare per goderne appieno i frutti. Al Pireo Kevin registra le medie più basse in carriera per minuti giocati, punti realizzati e percentuali al tiro. L’upgrade in business sembra poco meritato, ma per fortuna un passeggero si sente male, liberando un altro posto. La nuova possibilità si chiama Stella Rossa, la nuova destinazione è Belgrado. Coi biancorossi serbi Punter regala agli appassionati una seconda metà di Eurolega 2020-2021 da stropicciarsi gli occhi. Canestri decisivi, percentuale da oltre l’arco ai massimi in Europa, continue e ripetute dichiarazioni di status e personalità fuori dal comune. I sei mesi in Serbia sono un biglietto da visita non indifferente. La chiamata arriva inevitabile. Tutto sommato, una Madonnina dorata in cima a una cattedrale in stile gotico, vista da vicino, luccica ancora di più.





