Ritrovare la strada smarrita
Nelle prime due stagioni intere da head coach dell’Olimpia Milano (la prima era stata interrotta causa Covid), Ettore Messina ha portato la squadra ai playoffs di EuroLeague per due volte di fila, arrivando addirittura a giocarsi la Final Four nel 2020-2021. Sembrava, finalmente, che Milano avesse ritrovato il suo splendore europeo.
Prima dell’arrivo di Messina a Milano, infatti, l’Olimpia non metteva piede ai playoff di EuroLeague dalla stagione 2013-2014, quando ad allenare era Luca Banchi.
Successivamente, sia con Jasmin Repesa che con Simone Pianigiani, i risultati europei furono disastrosi.
Da tre stagioni a questa parte, però, Milano sembra aver smarrito di nuovo la via per quanto riguarda il contesto europeo.
EuroLeague è una competizione estremamente difficile, su questo non ci piove, ma per il livello degli investimenti fatti da Milano i risultati delle ultime 3 stagioni rimangono comunque decisamente deludenti.
Come si può provare a tornare sulla retta via? Innazitutto investendo, nuovamente, nel reparto guardie. Nel basket di oggi non si va da nessuna parte senza una guardia in grado di creare tanto dal palleggio.
Paris Basketball e Bayern Monaco, in questa stagione, stanno volando grazie alle prestazioni di due giocatori come TJ Shorts e Carsen Edwards.
Soprattutto la squadra parigina, poi, gioca un basket estremamente veloce in attacco, senza avere grossi riferimenti vicini a canestro (il lungo principale della squadra è Kevarrus Hayes, non esattamente un gigante).
Leandro Bolmaro, in diversi momenti della stagione, ha dimostrato di avere una versatilità estremamente preziosa per la squadra ma non può essere la principale opzione offensiva sul perimetro.
Milano ha bisogno di reclutare un esterno in grado di creare tanto e bene dal palleggio, qualcuno capace di dare un cambio di passo ogni volta che ve ne sia la necessità.
Con tutto il rispetto per Mannion e Dimitrijevic, non possono essere loro la risposta per una squadra come l’Olimpia.
Ci si dovrà porre, poi, una domanda anche sul futuro di Nikola Mirotic. A 34 anni, il giocatore montenegrino è ancora uno dei migliori attaccanti di tutta Europa, il suo talento è fuori discussione.
Ma ha ancora senso costruire attorno a lui? Con gli anni che avanzano, Mirotic va necessariamente centellinato nel minutaggio, per evitare crolli nei momenti che contano davvero, e protetto difensivamente, visto che non dispone della velocità di piedi necessaria per stare con gli avversari più rapidi.
La stella montenegrina è ancora il giocatore giusto per tornare ai picchi europei di qualche anno fa? Le ultime due stagioni con lui in squadra, qualche dubbio lo lasciano.
Qualunque sia la strada scelta, al termine della stagione l’Olimpia Milano avrà bisogno di guardare al suo interno per capire davvero cosa non ha funzionato in questi tre anni e come sia possibile tornare sulla retta via.
Perchè, citando Agatha Christie, se due indizi possono essere una coincidenza, tre sono una prova.





