Mancanza di leadership?
La cosa che ha, probabilmente, deluso maggiormente è stata l’arrendevolezza dimostrata dalla squadra nelle partite che contavano di più nel momento chiave della stagione. Le assenze pesano, sicuramente, ma l’approccio a quelle gare è stato decisamente rivedibile.
Lo stesso coach Messina, in diverse conferenze stampa, ha fatto fatica a trovare una risposta soddisfacente a questo problema.
Le varie riunioni di spogliatoio non sembrano aver risolto un problema che la squadra ha avuto per una bella fetta della stagione, ovvero non riuscire ad avere tenuta mentale, prima che tecnica, nei momenti più “caldi” della stagione.
Che questa versione dell’Olimpia Milano avesse meno tenuta difensiva di altre edizioni del recente passato era abbastanza evidente per come era strutturata la squadra ma che in tutte le partite più importanti la squadra non riesca a limitare, almeno in parte, gli avversari è preoccupante.
Nelle ultime quattro sconfitte rimediate in EuroLeague, Milano ha sempre subito 90 o più punti, dimostrando, soprattutto all’inizio delle partite, un’arrendevolezza francamente inaccettabile a questi livelli.
Come se ne esce? Possibile un reset totale a fine stagione? Ricostruire un roster da zero o quasi non è operazione semplice e soprattutto non è necessariamente garanzia di successo, basti guardare al Partizan Belgrado di questa stagione.
Cambiamenti a livello dirigenziale? La fiducia in Ettore Messina, almeno al momento, non pare vacillare ma, magari, potrebbero cambiare alcuni componenti del front office, come Christos Stavropoulos, dato come possibile partente da fonti vicine al club.
Basterebbe? Questa è la classica domanda da un milione di dollari. Ma se sia giocatori che allenatore fanno fatica a trovare risposte ad una mancanza di personalità e leadership preoccupante, allora deve esserci un intervento deciso da parte della proprietà nel ricordare a tutti che in un club come l’Olimpia Milano gli standard da rispettare sono elevati.
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