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Home Esclusive GamePlan

Olimpia Milano-Valencia, riscatto biancorosso: il gameplan

Stefano by Stefano
10 Nov 2023
in GamePlan, EuroLeague
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Olimpia

Credits Savino Paolella

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L’Olimpia Milano torna al successo in EuroLeague battendo con ampio margine Valencia. Partita mai in discussione con gli uomini di Messina che approfittano delle assenza degli ospiti per prendere il largo fin dalle battute iniziali e non guardarsi più indietro. Mirotic indica la via con 19 punti (quasi tutti nel primo tempo) e spinge i suoi all’83-52 finale.

Si torna all’antica

Messina in avvio rispolvera il quintetto big con la solita frontline composta da Melli-Mirotic-Poythress. A differenza del doppio turno interno della settimana prima, l’Olimpia affronta una squadra che non ha ali in grado di punire dal palleggio gli accoppiamenti in spot 3.

In avvio il tiro non entra ma la forza d’urto a rimbalzo offensivo permette a Milano di mettere a referto i primi punti della partita. 5 carambole offensive che generano 2 punti per possesso. E’ la prima forza d’urto che i biancorossi impongono alla partita.

Buoni propositi

Nonostante l’avvio shock, Valencia approccia la partita senza snaturarsi. Sempre con l’idea di eseguire, muovere il pallone e usare il gioco off the ball che l’ha  contraddistinta negli ultimi anni.

L’assenza di Jones toglie a Mumbru un importante riferimento palla in mano e lo spinge a cercare maggiormente un accoppiamento lontano dalla palla per sfruttare le doti di tagli. Il bersaglio individuato è Lo, abbastanza pigro quando si tratta di difendere lontano dalla palla e che regala diverse distrazioni a un attacco che se esegue è sempre molto efficace.

Il primo quarto Valencia chiude con 1,2 punti per possesso in situazioni di taglio. Unica pecca di una difesa milanese fino a quel momento perfetta. Si parte con un pick and roll in transizione, palla su un lato o in post per attirare la difesa, uscita dal lato debole per l’uomo di Lo. Risultato: tagli backdoor subiti in serie.

Efficacia che verrà meno nel corso della partita all’aumentare della attenzione difensivi di Milano. I numeri iniziali in questo aspetto calano drasticamente dal secondo quarto in poi, sia nei numeri, sia nell’efficacia. Nel corso della partita l’Olimpia è stata in grado di togliere la principale arma offensiva della squadra in trasferta.

Mismatch is the way

Il principale intento offensivo del quintetto big milanese è quello di trovare sempre un vantaggio fisico da sfruttare. Milano ha approfittato di una struttura molto leggera e poco in grado di occupare spazio del Valencia per imporre la sua stazza nelle situazioni offensive.

Il lavoro in attacco è stato agevolato da una difesa che ha forzato molte palle perse e ha costretto Valencia a rientri in emergenza, dando all’attacco di Milano un ulteriore vantaggio dato da accoppiamenti in emergenza.

Set offensivo con un esterno che parte dalla riga di fondo per prendere la doppia uscita, ricevere e giocare il pick and roll sul lato prescelto. Il bloccante, dopo il blocco, forza il cambio difensivo della difesa andando a incartare il difensore e portandolo spalle a canestro.

Nello stesso momento blocco sul lato debole tra il secondo esterno e un altro lungo per aprirsi sul perimetro come tiratore/passatore e dare un ulteriore soluzione in alto-basso all’attaccante sul lato forte iniziale.

La coppia di esterni molto undersized degli spagnoli, Harper-Robertson, ha imbarcato fin da subito a livello difensivo rendendo vani anche i raddoppi che Mumbru ha provato a mandare contro le ricezioni in post di Mirotic.

La selva oscura

Uno dei vantaggi di non avere grandi ali in grado di partire in palleggio è il poter occupare spazio difensivamente senza dover muovere eccessivamente il quintettone. Milano, forte dell’assenza di Jones, decide di mettere a nudo le capacità di lettura di Harper, Robertson e Jovic.

 L’Olimpia fin dai primi secondi decide di uscire forte sull’unico handler di ruolo, ossia Harper (Jovic giocherà solo 4′), con l’interno di esplorare lo short roll di Davies (in un’area comunque intasata) o le letture palla a in mano di Ojeleye, Claver, Reuvers e Inglis.

Scelta perfetta perché Lo e Flaccadori fanno un buon lavoro a livello di pressione sulla palla, ben supportati dalla mobilità di Melli e Poythress. Valencia si ferma a soli 0,697 punti per possesso in situazioni di pick and roll. 

Sempre e comunque spot-up

L’inizio di questa stagione ci ha detto che le situazioni di spot-up sono uno dei pochi porti sicuri che l’attacco di Milano può attraccare e nella sfida con Valencia questo aspetto non è venuto meno.

Valencia ha sofferto molto nel riuscire a mettere pressione sulla palla e troppo spesso Lo e Flaccadori sono riusciti a creare molta separazione dopo il blocco sul pick and roll. La scarsa taglia del backcourt valenciano ha fatto a cornate con la fisicità dei blocchi di Milano, dando sempre un giro di vantaggio al movimento di palla milanese.

1,667 punti per possesso generati dalle situazioni di spot-up. Il ribaltamento di lato è una delle poche armi offensive di Milano e che la squadra ospite non è mai riuscita a negare.

Stefano

Stefano

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