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Olimpiadi 2024, Serbia: quale futuro per Svetislav Pesic?

La Serbia ha concluso la sua avventura alle Olimpiadi di Parigi 2024 con una medaglia di bronzo, battendo nella finale la Germania campione del Mondo che, poco meno di 12 mesi fa, aveva avuto la meglio proprio su Jokic (assente) e compagni a Manila. Resta, però, l’amaro per l’eliminazione avvenuta in semifinale contro Team USA, tanto che coach Svetislav Pesic potrebbe anche lasciare la guida della nazionale.

Nel post partita, lo stesso Svetislav Pesic ha parlato del suo futuro a RTS, visto che al termine delle Olimpiadi il suo contratto è scaduto:

“Ora è il momento di festeggiare questa grande vittoria e la medaglia di bronzo. Non ho alcun progetto. Per la prima volta nella mia vita, non so cosa voglio fare nei prossimi giorni. Stare con la mia famiglia, i miei amici e festeggiare. Andare in vacanza. No lo so, davvero. Tutti sanno che sono pronto ad aiutare il basket serbo. Oggi non abbiamo un campionato nazionale, anche se in Serbia il basket è lo sport più importante. Dobbiamo pensare a sviluppare il nostro basket. Non so chi sarà il capo allenatore della nazionale o chi ricoprirà gli altri ruoli. Ora è importante analizzare queste Olimpiadi e prepararsi per quelle di Los Angeles nel 2028”.

Sempre all’emittente serba, ha parlato anche Vasilije Micic, uno dei grandi protagonisti della cavalcata serba a Parigi:

“Questa medaglia è la cosa più importante per me. Non mi preoccupo delle mie statistiche, voglio solo aiutare la squadra il più possibile. Ogni volta che giochiamo per la nazionale, diamo il massimo e questo è il più grande risultato della mia carriera. Non c’è altro da dire sulla partita contro gli Stati Uniti, ma tutto accade per un motivo. Abbiamo imparato molto da quella partita e ci ha dato una motivazione in più. Abbiamo dato il massimo impegno e questo bronzo brilla come l’oro”.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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