2Q
- Far pesare la battaglia dei possessi continua a essere il mantra della Virtus: a Bologna erano stati 1.333 PPP per transizione contro i 0.566 PPP dell’Olympiacos. L’accoppiata fisicità e atletismo rendono, forse per la prima volta in stagione, Ante Zizic un fattore determinante in EuroLeague. Avere lunghi con quella capacità di coordinazione in corsa è per pochi, e servirlo a rimorchio è il miglior modo per renderlo manifesto.
- Scongelato Dobric, Ognjen si conferma maestro nel trovare giocate diabolicamente nascoste nel nulla della partita. Ad esempio: l’Olympiacos decide di mandare dentro i penetratori verso gli aiuti di Fall e Wright? Lui anticipa col floater dalla media. Serve spezzare la circolazione biancorossa dopo il primo scarico? Lui esaspera l’anticipo sulla linea di passaggio verso l’angolo a costo di sbilanciarsi e suggerire all’uomo nel corner spot di tagliare verso l’aiuto da seconda linea.
- Sui blocchi 4-5 (Peters-Petrusev), la second unit della Virtus cambia. Non si switcha sugli esterni come coi titolari, ma sui big men sì.
- Indicazione sull’intensità difensiva della Virtus dei primi 15′? Nessun tiro in catch6shoot concesso all’Olympiacos: il lavoro di anticipo sulle linee di passaggio è notevolissimo, con tutti gli esterni coinvolti e concentrati allo stesso modo.
- Il +9 firmato Pajola è il primo simbolo a tabellone di un punto del GamePlan ben presente nella testa di Banchi sin dalla palla a due: punire lo stunt dalla guardia sulle uscite dei tiratori. Un paio di triple di Hackett e Lundberg – corrette al 100% per scelta – sono finite corte, quella di Pajo trova finalmente la retina: fiducia piena nelle proprie convinzioni e letture.
- Partita complicata – puramente per appannamento atletico – per Shengelia, meno complicata se si parla di un campione. L’Olympiacos cambia 1-4 da inizio partita sui blocchi on ball mentre non cambia off ball: come trarre a proprio vantaggio? Portare blocchi sulla palla per un tiratore: su Shengelia va un piccolo, impossibilitato a contestare la ricezione; su Belinelli finisce un 4 (Peters) meno portato a seguire il movimento sul perimetro e più attratto dall’aiutare sul post di Toko. Il più semplice dei dai-e-vai. tutto frutto di letture fuori dagli schemi ma che costituiscono il GamePlan non scritto della Virtus Bologna.
- Quella sensazione che i +9 Virtus siano più corretti, giusti, meritevoli di tutti i -5 o -4 Olympiacos.
- Olympiacos che non cambia su blocchi lontano dalla palla, Virtus che aziona i propri set che prevedono stagger (doppio blocco) per originare più letture e più microadeguamenti alla difesa ateniese, col risultato di garantirsi più vantaggi possibile.





