La Pallacanestro Reggiana da anni è una delle realtà più solide del nostro campionato, ma gli emiliani vogliono continuare a cementare la propria posizione di rilevanza all’interno della pallacanestro italiana. Uno dei progetti fondamentali che l’Unahotels ha intrapreso, proprio con questo obiettivo, è quello di Casa biancorossa. Si tratta di un club house, presentato nel 2023, che dovrebbe sorgere nel capannone 15A delle Officine Reggiane in cui ospitare sede, campi da allenamento, uffici, palestre e locali legati alla società biancorossa. Un progetto decisamente ambizioso da ben 15 milioni di euro, in collaborazione con il Comune e Stu Reggiane, la società che gestiste per il Comune stesso e Iren il futuro di quell’area.
Nelle ultime settimane, tuttavia, questo percorso ha incontrato battute d’arresto importanti. Come riportato dalla Gazzetta di Reggio, la famiglia Bartoli – detentrice delle quote di maggioranza della Pallacanestro Reggiana – ha inviato una mail al Comune comunicando la volontà di fare un passo indietro rispetto al progetto. Successivamente, la motivazione dietro questa scelta è stata ben chiara. La società biancorossa ha infatti intentato una causa civile nei confronti di Stu Reggiane. La Unahotels vorrebbe un risarcimento danni per diverse centinaia di migliaia di euro a seguito della violazione dei termini contrattuali sulle bonifiche necessarie da effettuare nell’area. Bonifiche che sarebbero state effettuate con un ritardo di circa sei mesi, causando l’impossibilità per la società biancorossa di accedere a bandi legati ai finanziamenti pubblici.
Dal canto suo, la società Stu Reggiane ha risposto di aver comunicato questi ritardi per tempo, accusando invece la Pallacanestro Regiana di non aver presentato ancora un progetto esecutivo per la realizzazione dell’opera. Una rottura difficile da ricucire, che ha portato il progetto di Casa biancorossa a essere in una situazione di standby completo.
La presidente della Pallacanestro Reggiana, Veronica Bartoli, ha di recente commentato la situazione esprimendo la volontà di riprendere il percorso intrapreso. Prima, però, bisognerà risolvere questi nodi legali.
“In passato abbiamo sempre mostrato spirito collaborativo con il Comune. Quando ci è stato chiesto di prendere in gestione il pala Bigi con Onde Chiare lo abbiamo fatto, aggiungendo miglioramenti ogni anno che sono sotto l’occhio di tutti.”
“Ci sono questioni in mano agli avvocati. Quando queste saranno risolte, si potrà parlare di nuovo della Casa biancorossa. Per ora è tutto fermo, stiamo lavorando. Le tempistiche oggi sono impossibili da valutare, con le questioni legali in mezzo.”





