La petizione online lanciata a sostegno della Pallacanestro Trieste ha tagliato il traguardo delle 8.000 firme, come riporta Citysport, con un dato che colpisce in modo particolare: circa un terzo delle sottoscrizioni arriva da tifosi e appassionati di altre città italiane, a testimonianza di quanto la vicenda abbia saputo muovere qualcosa ben oltre i confini locali.
Un risultato che non è passato inosservato nemmeno ai piani alti della federazione. Il presidente della FIP Gianni Petrucci ha contattato direttamente uno dei promotori della petizione, segno che l’iniziativa ha raggiunto una visibilità difficile da ignorare.
A costruire questo risultato hanno contribuito i tifosi, alcuni ex cestisti, diversi addetti ai lavori e la stampa locale, capaci di generare un’attenzione mediatica significativa attorno alla causa. Anche la politica, sia a livello cittadino che regionale, si è mossa per tutelare il futuro del basket in città.
Pallacanestro Trieste: il nodo degli investimenti nel Nord-est
Sullo sfondo resta aperta la questione più strutturale. Nel cosiddetto “ricco Nord-est”, gli imprenditori e le realtà economiche locali mostrano scarso interesse a investire nel basket di alto livello. A colmare questo vuoto arrivano spesso capitali esterni, con gruppi o cordate straniere che operano attraverso quelli che l’articolo definisce “pacchetti finanziari”, e che finiscono per essere loro a “dettare legge” nello sport professionistico.
In questo quadro si inserisce anche la figura di Paul Matiasic, citata come elemento rilevante della situazione, indipendentemente dalle scelte che avrà compiuto o che compirà.
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