- “C’mon Isaia! C’mon Isaia”: 3 quarti complicati, un paio di settimane più appannate rispetto al fulgido inizio di stagione, ma il primo passo di Cordinier a inaugurare il 4Q gasa Banchi, gasa i tifosi Virtus ed è l’ennesima conferma di una squadra bianconera che continua a riciclare energie nervose e fisiche che parevano ormai dissipate. Non è un caso che il miglior possesso difensivo del francese sia quello successivo: giusto spazio dato a Dunston per fare show, buono scivolamento per tenere il penetra e scarica di Vildoza, distanza e angolo ideale per eseguire lo stunt su Nunn, costringere l’ex Lakers a chiudere il palleggio e provocare l’errore che porta al massimo vantaggio virtussino firmato Pajola (62-67, 9’14” 4Q).
- Sempre sul 62-67, Grigonis palleggia sulla linea di fondo dopo aver battuto Pajola sul recupero. Mancano 5 secondi sul cronometro dei 24″ e il lituano prova a scaricare. Cordinier mette una mano per intercettare il passaggio e ci riesce, la sfera incontra nuovamente la mano di Grigonis prima di terminare fuori. Rimessa Virtus? Sì, se Banchi chiamasse il Challenge e renderebbe consapevole la terna del proprio errore nel mantenere il possesso in favore del Panathinaikos. Sulla rimessa i greci sono abili a trovare Grigonis in punta col lob per battere in 1vs1 Belinelli fronte a canestro: capitano battuto sul primo passo, aiuto di Dunston in leggero ritardo, canestro con fallo. Libero realizzato. Da + 5 e palla in mano a +2. Inerzia completamente cambiata, con la Virtus che semplicemente spegne la luce di lì alla fine della gara. Un peccato, davvero un peccato.
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