Il Partizan Belgrado si lecca le ferite dopo un’estate di trattative che si è conclusa con un amaro dietrofront di Nikola Mirotic. Il club serbo aveva puntato tutto sul montenegrino, con l’intenzione di costruire una squadra attorno a lui. Le trattative erano durate per l’intera finestra di mercato, con un accordo verbale e condizioni economiche già stabilite.
Secondo fonti interne al club, Nikola Mirotic aveva dato garanzie verbali circa la sua volontà di giocare per il Partizan, ma all’ultimo momento ha scelto di firmare con l’Olimpia Milano. Un colpo durissimo per i bianconeri, che si sono ritrovati spiazzati e senza più tempo per riorganizzare il proprio mercato: molti dei loro potenziali obiettivi, infatti, avevano già firmato altrove e il mercato offriva ormai poche possibilità.
A rivelare questo retroscena è Ostoja Mijilovic, presidente del Partizan, riportate da BasketNews:
“Mi sento ferito. Avevamo un accordo, ma quando guardiamo la cosa da un punto di vista umano, lui non aveva firmato nulla e quindi nessun obbligo formale nei nostri confronti. Il vero errore è stato pensare che la parola di un uomo bastasse
“Mi sento ferito,” ha dichiarato un dirigente del club. “Avevamo un accordo, ma quando guardiamo la cosa da un punto di vista umano, lui non aveva firmato nulla e quindi nessun obbligo formale nei nostri confronti. Il vero errore è stato pensare che la parola di un uomo bastasse.”
Una lezione amara, che insegna quanto nello sport le parole abbiano sempre meno valore rispetto alle firme ufficiali. Il Partizan, ora, dovrà riorganizzarsi e ripartire, con la consapevolezza che anche la fiducia ha bisogno di un contratto.
