Nonostante il successo contro la Pallacanestro Reggiana, Peppe Poeta non si lascia andare a facili entusiasmi. Nelle dichiarazioni post-partita, l’allenatore dell’Olimpia Milano sviscera i pregi e i difetti cronici della sua squadra: i pericolosi cali di concentrazione, l’assenza di un “killer instinct” nei momenti cruciali e l’affaticamento di alcuni giocatori chiave.
Il bilancio di partenza resta però incoraggiante, considerata la caratura dell’avversaria:
Siamo sicuramente contenti della vittoria perché affrontiamo una squadra che comunque nelle ultime 6 partite forse è la più in forma del campionato, quindi ci prendiamo questa vittoria contenti.
Ancora una volta, Milano ha messo in scena una prestazione dai due volti. Da un lato, i soli 34 punti concessi a Reggio Emilia nel primo tempo testimoniano una tenuta difensiva di primissimo livello; dall’altro, si sono ripresentati i consueti passaggi a vuoto che hanno rischiato di riaprire i giochi.
Giochiamo degli sprazzi veramente bene, dove ci passiamo la palla, dove costruiamo buoni tiri, dove difendiamo. Poi delle volte ci fermiamo e ci specchiamo, perdiamo intensità, e questo delle volte l’abbiamo pagato caro.
Tuttavia, Poeta evidenzia un importante passo avanti a livello mentale: la squadra ha saputo soffrire e reagire nei minuti finali, anche quando l’inerzia sembrava ribaltata. Fondamentale si è rivelata la strategia dello staff tecnico di puntare sui cambi difensivi per innescare Brooks e trovare soluzioni efficaci.
Il nodo del cinismo e i numeri dall’arco
Il tema centrale del ragionamento di Poeta è la mancanza di cinismo. L’Olimpia non può permettersi di regalare possessi da sette punti o di lasciare aperte partite che avrebbero potuto chiudersi con un margine più ampio. Il dato dal perimetro è eloquente: 7 su 28 da tre punti, con tiri spesso ben costruiti ma non convertiti.
Sul piano difensivo individuale, il lavoro su Troy Caupain — limitato a 5 su 15 dal campo — rappresenta un segnale incoraggiante, soprattutto considerando il buon momento di forma dell’avversario.
Poeta entra nel dettaglio di cosa significhi, concretamente, essere più cinici:
Quella parte cinica si può allenare, almeno di andare dove il piano partita, gli avversari, i target avversari, vogliamo andare. Poi può segnare o sbagliare, però quello è un altro tipo di cinismo.
La flessione di Ellis e la ricetta per i Playoff
L’ultima parte dell’intervento di Poeta si concentra sulle energie del roster, con un focus particolare su Quinn Ellis. Il giovane talento sta vivendo un fisiologico calo fisico dovuto all’inedito carico di lavoro, essendo arrivato a ridosso delle 70 partite stagionali. Non si tratta di una bocciatura tecnica, ma della semplice necessità di fargli recuperare brillantezza, un’esigenza condivisa anche da altri elementi del gruppo.
Guardando ai Playoff, il coach fissa l’obiettivo: la difesa deve essere la pietra angolare. Sebbene i cambi sistematici siano stati l’arma tattica più redditizia della stagione, Milano dovrà migliorare le letture sui pick and roll, innalzando l’intensità e la collaborazione corale in ogni momento della partita.
Il modello di riferimento è chiaro: la grinta mostrata in Coppa Italia. Per brillare nella fase decisiva del campionato, l’Olimpia dovrà ritrovare quella feroce capacità di blindare l’area nei possessi che contano, senza regalare alcun canestro facile quando la pressione salirà alle stelle.





