1Q
- Accoppiamenti iniziali: metà campo Pesaro: Wright-Foreman-Pajola, Bluiett-Belinelli, Cinciarini-Cordinier, Mazzola-Shengelia, Totè-Mickey; metà campo Virtus: Pajola-Cinciarini, Belinelli-Bluiett, Cordinier-Wright-Foreman, Shengelia-Mazzola, Mickey-Totè.
- Difesa inizialmente contenitiva della Virtus sui P&R pesaresi: lieve accenno di show di Shengelia e Mickey, ben presto trasformati in drop. Fondamentale il jumper dalla media di Totè per aprire un minimo il campo sulle penetrazioni.
- Obiettivo primario della Virtus per entrare in ritmo: ricerca della ricezione dinamica in post di Shengelia, per evitare raddoppi o aiuti da fermo in supporto di Mazzola. Pesaro non cambia ma segue, non aiuta su ricezione e non cambia sui blocchi: sistema affidato sull’attenzione individuale, dall’alto coefficiente di potenziale e di rischio.
- Il fine di intasare l’area sulle Iverson series – doppio blocco orizzontale per la ricezione di Wright-Foreman in entrata nei giochi – di Pesaro è inizialmente raggiunto bene dalla Virtus: sempre un corpo tra l’handler e il canestro tramite drop e under, via per il ferro preclusa tassativamente.
- 2 palle perse consecutive della Virtus, frutto di superficialità dei trattatori virtussini ma anche del focus della difesa di Pesaro sulla copertura a zona del lato debole. Curiosità per vedere quanto e quando la Virtus inizierà a giocare costantemente P&R.
- Più energia per compensare le percentuali: la Virtus, se non droppa ma non vuole comunque ruotare, cambia – difesa comunque meno dispendiosa di un raddoppio più o meno prolungato sul portatore; Pesaro punisce con intensità a rimbalzo offensivo.
- Belinelli non ha a Pesaro – fisiologicamente, a meno di 48h dall’ultimo impegno e in vista dell’ultimo doppio turno di EL – il primo passo off ball per crearsi vantaggio prima del pin down, allora la Virtus porta blocchi orizzontali sul perimetro per il proprio capitano. Ottima lettura in game per la squadra di Banchi.
- Bellissimo set virtussino per l’and one schiacciato da Shengelia: in una gara dove la parola “transizione” è bandita dal vocabolario – almeno per gli uomini di rotazione di Eurolega – giocare con tutti i 24″ a disposizione è un banco di prova per la pazienza e l’esecuzione delle Vu Nere. Stagger entry per Cordinier, slip di Belinelli per forzare una decisione sul P&R tra due guardie, scarico in angolo e attacco del closeout.
- Aggiustamento a seconda degli handler di Sacchetti: la difesa su Bamforth è deny, con Cordinier in missione per evitare la ricezione dell’ex Sassari.
- Primi P&R giocati dalla Virtus con Cordinier e Mascolo al limitare del primo quarto. Prime decisioni di Pesaro: drop profonda e scommettere su percentuali dalla media dei bianconeri.
- Confronto tra califfi tra Totè e Zizic: Pesaro cerca di giocare P&R in seguito a una ricezione al gomito del #35 o iniziare il gioco a due a partire da un consegnato, in modo da allontanare già prima del blocco il croato dal pitturato – ottima difesa di Lundberg sul punto d’attacco nei primi possessi. Risposta della Virtus: portare il P&R di Ante come secondo blocco dell’azione per rendere inevitabile l’hedge di Totè – Pesaro droppa sul primo blocco e scivola sul secondo – e sfruttare le rotazioni generate sul perimetro.
- I rimbalzi offensivi dei 4, da una parte (Shengelia) e dall’altra (McDuffie), sono la singola voce del tabellino più straordinaria. Motivi di fisicità da una parte e applicazione atletica dall’altra.





