3Q
- Modifica di Sacchetti rispetto al quintetto di partenza: Visconti e non Bluiett, con il #9 su Cordinier e Cinciarini dirottato su Belinelli. Non il miglior accoppiamento per seguire sui blocchi Beli, ma un corpo più coinvolto in partita per contenere la partenza in palleggio del francese.
- Reazione della Virtus: far portare un paio di blocchi a Beli off ball, sapendo che Pesaro cambierà, per accoppiare il capitano al meno preparato alla difesa in close out, ossia Wright-Foreman. Risultato? Gioco da 4 e +9 in apertura di terzo quarto.
- Chiave tattica della rimonta pesarese nella prima metà di quarto: energia a rimbalzo di tutti gli effettivi. La Virtus risponde con il primo ingresso di Abi Abass sul parquet a 3’56” del 3Q – gran bel lusso in LBA… – accoppiato con l’esterno meno rimbalzista, quindi più impiegabile in aiuto nei pressi del ferro.
- Il massimo gradi di dinamismo della difesa di Pesaro è l’hard hedge di Ford su Lundberg: il danese è a livelli ottimi in EL, figuriamoci in LBA, a trovare il breve istante di esitazione del lungo avversario per accelerare il palleggio e attaccarlo in arretramento.
- Lo si attendeva, eccolo arrivato negli ultimi 2′ del 3Q: il quintetto small di Pesaro. Tambone-Bamforth-Bluiett-McDuffie-Mazzola: cambio su tutti i blocchi, transizione matta e disperatissima, campo più aperto in attacco e sguarnito in difesa che mai. Soluzione Virtus? Ricezioni in post senza ribaltamento per Zizic e Polonara o P&R centrali da sfruttare con lo short roll degli stessi.





