Peyton Watson sta compiendo un passo avanti importante anche come playmaker nella sua quarta stagione ai Denver Nuggets, proprio nel momento più delicato: l’avvicinarsi della restricted free agency della prossima estate. A riportarlo è Vinny Benedetto del The Denver Gazette.
Dopo essere rientrato da uno stiramento al tendine del ginocchio che lo aveva tenuto fuori per diverse settimane, Watson si è mostrato subito molto produttivo. Nelle prime due partite dal rientro ha viaggiato a 17.5 punti, 5.0 rimbalzi e 3.0 assist di media, senza commettere nemmeno una palla persa, tirando con buone percentuali in poco più di 21 minuti a partita.
Con il suo rientro i Nuggets hanno ripreso un ruolino di marcia invidiabile, fatto di 4 vittorie nelle ultime 5, ed una grande consistenza offensiva. Da rivedere invece qualcosa in difesa, dove invece Jokic e compagni avevano sempre eccelso nelle passate stagioni.
Le parole di Watson sulla sua crescita offensiva
Lo stesso Watson ha spiegato come il suo sviluppo parta dall’aggressività in attacco e dalla capacità di costringere le difese a reagire alla sua presenza.
Tutto parte dall’essere aggressivi in attacco. Penso che ogni squadra NBA debba sapere che sono una grande minaccia: se non mandano più giocatori su di me, riuscirò a mettermi in ritmo e a essere efficace. Quando iniziano a fare quegli aggiustamenti, si tratta di leggere il prossimo difensore e fare la giocata giusta in anticipo.
Per me, in questo momento, l’obiettivo è affermarmi come realizzatore e come presenza offensiva. Credo che questo stia facendo molto per la nostra squadra.
Un segnale chiaro di maturazione per Watson, che punta a presentarsi sul mercato estivo con un profilo in crescita e un impatto sempre più tangibile nel gioco dei Nuggets.




