Peppe Poeta si avvicina alla semifinale Scudetto contro la sua ex squadra con rispetto e lucidità. Dalle colonne del Giornale di Brescia, il coach dell’Olimpia Milano ha parlato di Brescia, del possibile triplete e di Brooks.
Il primo pensiero va proprio alla Germani, avversaria di questa fase. Poeta non nasconde la stima nei confronti del club bresciano:
«Purtroppo gli avversari non si scelgono. La Germani, col fattore campo a favore, sarà molto ostica. Ha anima e gerarchie chiare. È ben allenata. In questi due anni ha avuto una costanza incredibile».
Un avversario che conosce bene, visto il ruolo che ha avuto nella sua costruzione. Poeta non rivendica meriti, ma riconosce il valore di quel percorso:
«Sono orgoglioso di aver dato il la, scegliendo con Ferrari prima le persone e poi i giocatori che stanno facendo sognare Brescia. Senza Brescia, senza questa squadra, senza Mauro Ferrari non sarei dove sono».
Triplete e quotidianità
Sul possibile triplete italiano con l’Olimpia, Poeta preferisce non sbilanciarsi. Sarebbe la prima volta nella storia del club, un’impresa che lui stesso definisce rarissima nel basket moderno. Ma il suo approccio resta quello di sempre: una partita alla volta, senza proiezioni lontane. Ricorda anche che la Coppa Italia mancava da tre anni, a sottolineare il peso di quanto già conquistato.
Spazio anche ai singoli. Su Bilan e Della Valle parla di un’altra stagione di alto livello. Su Brooks, premiato per il secondo anno consecutivo come miglior giocatore del campionato, le parole sono nette:
«Talento immenso, e sono contento che per il secondo anno consecutivo ho avuto la fortuna di premiare il miglior giocatore del campionato».
Infine, sul suo stile di allenatore, Poeta è diretto: allenerà sempre da sé stesso, con la propria identità. Ma riconosce che come capo allenatore è nato a Brescia, e che quella realtà resterà parte di lui.
