L’Olimpia torna al successo in Eurolega battendo il Monaco per 71-65. Partita condotta dall’inizio alla fine, toccando anche il +20, in una serata dove la squadra di Messina ha sempre dato l’idea di una certa superiorità sull’avversario.
Eurolega: Rodriguez riporta l’Olimpia Milano al successo europeo, le pagelle
Difesa e rimbalzi
Milano è tornata a proporre una difesa competente per 40 minuti. Attacco più bilanciato e l’assenza tra gli avversari di creatori di gioco dal palleggio hanno aiutato molto ad avere rotazioni normali e non più in emergenza. E difesa migliore vuol dire anche un migliore lavoro a rimbalzo. L’Olimpia ieri ha potuto imporre le sue scelte difensive.
Attacco e pragmatismo
L’aspetto che ha funzionato meglio nell’attacco di Milano è stato il pick and roll centrale coinvolgendo Montejunas. Il lungo lituano, causa la sua bassa mobilità laterale, è molto attaccabile. Ha permesso ad Hines di giocare in quellla “terra di mezzo” che è il suo ufficio, generando vantaggi per sé e per gli altri. Lo staff milanese ha probabilmente insistito su questo punto in fase di preparazione della partita.
Bentil sponde e post
La partita del principato potrebbe aver dato ulteriori indicazioni sul neo arrivato in casa Olimpia. Quasi assenti le soluzioni di roll, abbiamo visto come invece sappia giocare di sponda sui pick and roll o muoversi dal lato debole. Libertà probabilmente figlia di un tiro da fuori non eccezionale in questo momento, ma comunque ben utilizzata nella partita di ieri. Assodate ormai le ricezioni in post. Decisamente la soluzione offensiva che predilige.
Daniels
Ieri Messina gli regala il quintetto e lui gioca 17 minuti di sostanza. Scelte offensive giuste, qualche gioco per lui (chi sa se arriveranno più set offensivi tipo quelli di ieri sera) ma soprattutto una buona presenza difensiva di 1 vs 1. Difficilmente ha perso il duello diretto diventando sostenibile. Probabilmente aiutato da un attacco avversario non eccelso, il suo non affanno difensivo ha permesso a Milano di tenerlo in campo 17′.
Chacho-Hines
Le buone soluzioni offensiva di Milano ieri sono passate quasi tutte da loro due. Intesa ormai telepatica e difesa che su di loro ha sempre sbagliato scelte. Direi co-mvp.
Monaco e mismatch
La squadra monegasca ieri ha subito una certa quantità di mismatch fisici in difesa. Milano ha sistematicamente pescato un uomo con vantaggio fisico e la difesa non ha quasi mai trovato risposte. Squadra che non brilla di certo per applicazione difensiva, ieri sistematicamente punita nel gioco interno. Milano, con tutti i suoi giocatori più interni, è spesso arrivata nei pressi del ferro.
Attacco spuntato
Le assenze alla voce handler del Monaco (Westermann, Gray e di fatto anche Mike James) hanno inciso fortemente sulle difficoltà offensiva del Monaco. Lee costretto agli straordinari dovendo attaccare ben oltre le sue abitudini (comunque positivo), Andjusic ha costeggiato la partita ad eccezione della sfuriata finale che ha riportato in scia i suoi. L’assenza di gambe veloci ha impedito alla squadra di Mitrovic di poter attaccare i cambi difensivi di Milano. Monaco non ha quasi mai generato un vantaggio offensivo.
Difesa sul pick and roll
Riprendendo quanto detto su Montejunas, Monaco ha sofferto nel difendere il pick and roll di Milano. Partito con il suo centro lituano, ha successivamente optato per lunghi più mobili. Ha scelto di fare blitz sul palleggiatore (di fatto un raddoppio forte sulla palla dopo il pick) esponendosi però alle capacità di passatore di Rodriguez. Chiudendo il tutto con il lato debole che è sempre rimasto nel mezzo, né facendo una rotazione per chiudere lo short roll di Hines, né decidendo di rimanere con i tiratori. Quella “terra di mezzo” che tanto fa infuriare gli allenatori.
