“La domenica che vorrei” è esattamente quello che ha pensato Messina al termine del posticipo di questa giornata di LBA. Dopo una settimana molto lunga, l’Olimpia Milano dà una grossa dimostrazione di forza contro quelle che sulla carta dovrebbe essere la terza forza del campionato. La partita non è mai realmente in discussione grazie a una difesa Olimpia che stritola fin dall’inizio l’attacco di Venezia. Delaney, Shields e Mitoglou sono i gradi protagonisti di serata, non che i migliori scorer della partita dei padroni di casa.
Tre lunghi
In avvio Messina prova subito un assetto con tre lunghi per rispondere al quintetto di Venezia . Melli-Hines-Ricci per rispondere a Watt-Brooks-Charalampopoulos e al gioco interno di Venezia. Il risultato è che il trio milanese ha piedi decisamente più veloci dei pari ruolo oro-granata e difensivamente prendono il sopravvento fin da subito. Venezia ha faticato a leggere i cambi difensivi di Milano e non ha mai battuto la prima linea difensiva avversaria.
Grant
L’assenza di Grant in una partita come quella di oggi lascia più di un punto di domanda sulla sua posizione. Al momento sappiamo delle sue difficoltà, non sappiamo se ci sia un reale sostituto all’orizzonte. Messina vuole assolutamente un handler che possa aiutarlo a gestire sia Delaney che Rodriguez, possibilmente con caratteristiche diverse dai due. Più passatore e difensore, meno talentuoso. Tutte caratteristiche che fanno parte del profilo di Grant ma che al momento siamo vedendo solo in una metà campo.
Datome
Potremmo quasi dire “Ben tornato Gigi”. Seconda partita positiva dopo quella di venerdì. Datome sembra stia ritrovando la condizione e probabilmente sta trovando il suo ruolo in questo nuovo assetto. Minutaggio controllato e ruolo più da “specialista”. Quando l’attacco muove la palla la sua capacità di farsi trovare pronto per un tiro può tornare molto utile. Oggi e venerdì sul ribaltamento di lato dopo l’ingresso nel pick and roll molto bene.
Venezia
I giudizi su Venezia sono da rimandare a più avanti. È squadra che solitamente cresce da metà stagione in poi per arrivare pronta quando conta. Al momento presentano però gli stessi difetti delle edizioni precedenti. È una squadra in controtendenza con quello che è il basket attuale. Due delle tre principali soluzioni offensive sono distribuite tra 4 e 5 (Watt e Daye) e ci sono pochissimi esterni in grado di generare vantaggio dal pick and roll, elemento a cui De Raffaele ha rinunciato dalla partenza di Haynes. Lo stesso Tonut è un giocatore di situazioni dinamiche, meno creatore in punta con palla ferma. Al momento attacco molto statico e leggibile, contro due difese di alto profilo come quelle di Virtus e Olimpia è finita molto male. E anche con Treviso non è andata benissimo.
Il vero problema della Reyer rimane la fase difensiva. De Raffaele ci ha abituati a squadre che tendono a spezzare il ritmo delle partite grazie alle sue difese tattiche, ricorrendo molto spesso anche alla zona. Al momento questo aspetto è tutto da migliore in quanto mancano totalmente il timing delle rotazioni. Oggi troppo spesso la prima linea difensiva è saltata sul primo accenno di gioco di Milano.
L’innesto di Sanders permette di avere un po di talento a giochi rotti. E’ una soluzione che va a coprire in parte la mancanza di un esterno di grande talento palla in mano. Non è il giocatore di pick and roll che potrebbe servire alla Reyer, ma è un esterno che ha caratteristiche che nessun’altro ha nel reparto dietro.
Il tempo è dalla loro. Hanno tutto per rimettersi in carreggiata e l’inizio dell’Eurocup potrebbe dare stimoli all’ambiente. E’ una squadra che ha comunque aumentato la fisicità con l’innesto di Brooks e Philips. Echodas è un profilo interessante per la sua capacità di muoversi nelle pieghe della difesa, necessità di un attacco a difesa schierata che funzioni.





