Raul Neto, ex giocatore del Fenerbahce e attualmente in forza al San Pablo Burgos, ha raccontato un capitolo molto duro della sua carriera dopo il grave infortunio subito ai Mondiali 2023, quando ha riportato la rottura del tendine rotuleo.
Il licenziamento dopo l’infortunio
Dopo aver firmato un nuovo contratto, la situazione è precipitata rapidamente:
«Non appena mi sono infortunato, mi hanno mandato via dalla squadra», ha spiegato Neto.
Il playmaker brasiliano si è ritrovato ad affrontare il recupero in totale solitudine:
«Ero quasi completamente solo; mi allenavo da solo, ho seguito la fisioterapia e ho gestito tutto da solo. È stato molto difficile».
La paura di non tornare a giocare
Durante il percorso di riabilitazione, Neto ha ammesso di aver vissuto momenti di grande incertezza:
«C’è una certa percentuale di giocatori che non può tornare a giocare a causa di problemi fisici, e questo è davvero spaventoso», ha dichiarato.
Nonostante la paura, la sua mentalità non è mai cambiata:
«Arrendersi non mi è mai passato per la testa. Avevo così tanta fiducia in me stesso e nella capacità del mio corpo di competere di nuovo ai massimi livelli».
Una nuova sfida personale
Rauò Neto vede questa fase della sua carriera come una sfida totalmente nuova, paragonabile ai sogni di gioventù:
«È come quando sognavo di raggiungere la NBA da giovane. Ora il mio obiettivo è tornare al mio livello migliore».
La motivazione resta altissima e quotidiana:
«Ogni giorno, quando vado a letto, mi chiedo se sto dando il massimo. Questa è la mia sfida ora».
