
Il Real Madrid rispetta il fattore campo in Gara-1, ma non senza brividi. Dopo aver dominato per larghi tratti e toccato il +15, i Blancos subiscono il rientro veemente di un Hapoel Tel Aviv guidato da un Motley dominante. Nel finale punto a punto, è l’esperienza di Llull e la freddezza di Campazzo a sigillare il risultato, punendo le ingenuità difensive degli israeliani.
L’MVP: Facundo Campazzo
Il metronomo argentino è l’anima del Real. Chiude con una prestazione solida non solo per i punti a referto, ma per la capacità di lucrare falli e viaggi in lunetta (fondamentali nel finale) e per aver dettato i ritmi di gioco quando l’Hapoel stava alzando eccessivamente i giri del motore.
Il giocatore da rivedere: Bruno Caboclo
Troppo falloso e spesso fuori posizione nelle rotazioni difensive. Da un giocatore della sua stazza e mobilità ci si aspetta un impatto maggiore sotto canestro, specialmente nel contenere le fiammate di Motley, che invece ha banchettato nel pitturato per lunghi tratti.
I 3 Punti Chiave
1. Il controllo dei ritmi e la transizione difensiva
Il Real Madrid ha vinto la partita nei primi due quarti limitando le ripartenze fulminee dell’Hapoel. La squadra di Sergio Scariolo ha accettato di giocare a punteggio alto, ma ha sempre obbligato gli avversari a scontarsi contro la difesa schierata, impedendo a Beverly e compagni di correre in campo aperto. Questa disciplina tattica ha tolto ossigeno al gioco istintivo degli ospiti, costringendoli a soluzioni forzate dall’arco.
2. Il dominio di Campazzo
I blancos hanno dominato gran parte del match grazie a una prestazione eccezionale di Facundo Campazzo. L’argentino, in formato MVP, ha spaccato la partita già nel primo quarto con tre triple consecutive, trascinando la squadra a un vantaggio costante in doppia cifra e sopperendo con il ritmo e la circolazione di palla (21 assist di squadra) alla mancanza di centimetri sotto canestro.
3. Il blackout finale e la resistenza nel finale
A differenza di una gestione lucida, il Real Madrid ha rischiato di gettare al vento un match dominato per 35 minuti, realizzando appena 4 punti nel finale e restando a secco negli ultimi 163 secondi. Più che il cinismo dei veterani, a decidere la gara è stata l’imprecisione dell’Hapoel: nonostante la serata realizzativa di Blakeney e il dominio a rimbalzo di Oturo (20+17), la squadra di Itoudis ha sprecato due possessi per il -1. Il Real ha vinto grazie al vantaggio accumulato precedentemente, evitando per un soffio una beffa catastrofica causata da un eccessivo rilassamento nel finale.
