Il Real Madrid non ha mai avuto paura di investire per restare in cima al mondo, ma i numeri emersi dall’ultima semestrale raccontano una realtà complessa. Nella prima metà della stagione 2025-2026, la sezione basket della Casa Blanca ha visto triplicare le proprie perdite, portando il club davanti a un bivio strategico senza precedenti tra ambizioni sportive e sostenibilità finanziaria.
Un monte ingaggi senza precedenti
Il dato che balza subito all’occhio è l’impennata dei costi del personale. Sotto la direzione sportiva di Sergio “Chacho” Rodríguez e la guida tecnica di Sergio Scariolo, il Real Madrid ha varato il più grande investimento sulla rosa della sua storia. La spesa per gli stipendi è aumentata del 49% su base annua, raggiungendo la cifra monstre di 25.3 milioni di euro nei soli primi sei mesi.
Secondo i dati analizzati da 2Playbook, questa strategia ha portato a una perdita di 17.5 milioni di euro nel semestre, proiettando il club verso un rosso stimato di 38.4 milioni a fine anno, il dato più alto mai registrato dalla sezione.
L’addio di Yabusele e l’impatto sul mercato
A differenza della scorsa stagione, il club non ha potuto contare su entrate straordinarie dal mercato in uscita. Se nel 2024 il trasferimento di Gerschon Yabusele ai Philadelphia 76ers aveva garantito una boccata d’ossigeno da 2.9 milioni di euro (grazie alla clausola rescissoria pagata in gran parte dal giocatore stesso), quest’anno il saldo delle cessioni non ha compensato l’incremento dei costi fissi.
Ricavi stabili ma insufficienti
Nonostante il prestigio del brand, i ricavi faticano a tenere il passo delle spese. Il fatturato complessivo è cresciuto solo del 3.9%, attestandosi a 12.9 milioni di euro, una cifra che copre appena la metà del budget destinato ai soli stipendi dei giocatori.
Le sponsorizzazioni restano la voce principale con 6.2 milioni, pur registrando un lieve calo dell’1% rispetto all’esercizio precedente. Per quanto riguarda biglietteria e abbonamenti, i ricavi rimangono sostanzialmente stabili a quota 3 milioni di euro, mentre i diritti TV subiscono una flessione dell’11,6% a causa del nuovo assetto audiovisivo della Liga ACB. L’unica nota positiva arriva dalle competizioni internazionali: i premi e i ricavi commerciali legati ai tornei sono saliti a 1.2 milioni di euro, beneficiando del nuovo ciclo distributivo dell’Eurolega che ha aumentato del 18% la quota destinata ai club.
Il rebus Eurolega: rinnovo o addio?
Il vero nodo per Florentino Pérez resta però politico. Il Real Madrid, insieme a Fenerbahçe e ASVEL, non ha ancora rinnovato la licenza per l’Eurolega, con la scadenza fissata per il 30 giugno. Se da un lato la nomina di Chus Bueno a CEO della competizione potrebbe favorire la permanenza, dall’altro restano vive le sirene della FIBA e i dialoghi aperti per un coinvolgimento diretto della NBA in Europa.
Con un bilancio così sotto pressione, la scelta della piattaforma in cui competere nei prossimi dieci anni non sarà solo una questione di trofei, ma di pura sopravvivenza economica.





