1Q – 2Q
- Accoppiamenti iniziali: lato Reggio Emilia: Weber-Pajola, Galloway-Lundberg, Vitali-Cordinier, Hervey-Shengelia, Faye-Dunston; lato Virtus: Pajola-Weber, Lundberg-Vitali, Cordinier-Galloway, Shengelia-Hervey, Dunston-Faye. Pressione sulla palla e atletismo accoppiati da Priftis, la massima mobilità laterale per disturbare la self creation di Galloway per Banchi.
- Difesa iniziale di Faye sui P&R: show e recupero per rallentare il ribaltamento sul perimetro o costringere a un lob molto più lento per il rollante e dare il tempo alla seconda linea di ruotare. Counter della Virtus: giocare un secondo P&R, stavolta coinvolgendo Hervey sul lato e riaprendo sulla successiva rotazione.
- Sui pin down tra 4 e 5 con cui Reggio Emilia entra nei giochi, la Virtus decide di eseguire preswitching: cambiare prima che arrivi il blocco sulla palla permette di non creare alcuna separazione prima del dovuto e di avere un rim protector nei paraggi in caso il blocco lontano dalla palla sia un decoy della UNA Hotels per attaccare direttamente dal palleggio. Stessa modalità anche tra gli esterni: a Berlino si cambiava sui blocchi tra guardie, a Reggio Emilia lo si fa sugli hand off Weber-Galloway.
- Difesa di Dunston sui P&R gestiti da Vitali: aggressive drop col difensore del palleggiatore a passare sopra il blocco. Obiettivo: costringere Mik a un passaggio in una tasca inesistente o a un tiro con due uomini a contestare. Difesa di Dunston sui P&R di Galloway: trap e recupero sul roll di Faye. Obiettivo: togliere il tiro dalle opzioni dell’ex Suns e Pistons, costringere Faye a prendere decisioni in movimento e nello spazio con la palla in mano, scommettere su una più sapiente gestione della verticalità da fermo di “zio” Bryant.
- Primi 3 possessi offensivi della Virtus: 8 ribaltamenti totali per giocare i P&R. Tenere costantemente mossa la difesa reggiana può aprire spazi che delle gambe più scariche non creerebbero.
- Scelta di Reggio Emilia sul post di Shengelia: raddoppio del difensore del lungo nel dunker spot, non portato dalla linea di fondo – chiamata BLUE nel playbook della gran parte dei coaching staff europei – ma verso il centro dell’area – chiamata RED – con l’esterno di lato debole a zonare tutto il perimetro.
- Kevin Hervey croce e delizia: dove l’abbiamo già sentita? In difesa è individuato come bersaglio per tutti i P&R laterali della Virtus, con il prodotto di UT Arlington a sbagliare l’angolo della drop e aprire linee di penetrazioni non sfruttate dalle Vu Nere ma in aiuto torna dopo anni a rendersi fisicamente disposto a sacrificarsi in aiuto nella protezione del ferro, in attacco ha un rilascio di abbacinante bellezza ma si accontenta spesso della prima opzione, rallentando il flusso e facilitando il lavoro della difesa collettiva avversaria.
- 6’29” 1Q: zona 1-3-1 di Reggio Emilia, con il centrale a seguire i tagli nel pitturato e gli uomini in ala a convogliare il possesso in area, disponendosi con le spalle alla linea laterale e zonando con le braccia il quarto di campo.
- La fisicità di Kevin Hervey, bentornata! Veder lottare Kevin a rimbalzo e abbassare la spalla interna in post up è sintomo di una disponibilità piena dell’atletismo di un corpo potenzialmente da EuroLeague, che dopo la scorsa stagione aveva fatto trattenere il fiato. E, col talento al tiro che si diceva in precedenza, le scelte dei 4 della Virtus di non lavorare sui consegnati che lo trovano sul perimetro sono pagate carissimo.
- 1/8 da 2 della Virtus nei primi 10′: serve altro per definire quanta birra abbia in corpo la Virtus nella metà campo offensiva? E la penetrazione a difesa sguarnita conclusa da Hackett in apertura di 2Q non contribuisce al cambio di tendenza. Mancanza di lucidità, com’è normale che sia.
- Reggio Emilia continua a difendere con show e recupero sul P&R centrale, la Virtus continua a muovere bene il pallone sul perimetro, Bologna continua a non concretizzare i puntuali attacchi sui closeout reggiani. Munta la mucca, un calcio al secchio del latte.
- 2 palle perse consecutivamente da Toko Shengelia in post. Ripetiamo: 2 palle perse consecutivamente da Toko Shengelia in post. La nebbia della Pianura Padana si è presa anche la mente della Virtus Bologna, ma nonostante tutto il vantaggio di Reggio Emilia è contenuto all’intervallo lungo. Iffe Llullberg – nessun refuso – manda le squadre negli spogliatoi sul 35-29, figlio di un parziale firmato da Galloway a punire la drop di Zizic.





