Una nuova direttiva sui requisiti di idoneità, diffusa dalla NCAA all’inizio di questo mese, potrebbe stravolgere il futuro dei migliori talenti internazionali pronti a sbarcare nel basket collegiale americano.
La guida, distribuita l’8 maggio e recentemente ottenuta da Sports Illustrated, definisce i requisiti aggiornati per l’idoneità pre-iscrizione, concentrandosi principalmente sui compensi ricevuti e sul coinvolgimento con squadre professionistiche. Sebbene non sia ancora chiaro con quanta severità verranno applicate queste norme, il documento pone le basi affinché la NCAA possa frenare in modo significativo l’arrivo al college di giocatori professionisti provenienti dall’Europa e da altre leghe internazionali di alto livello.
Le regole sui compensi e il nodo EuroLeague
In base alle nuove linee guida, gli aspiranti studenti-atleti che “hanno firmato un accordo, gareggiato o ricevuto un compenso da una squadra che partecipa a un campionato con un compenso minimo superiore alle spese effettive e necessarie” non vedranno ripristinata la propria idoneità collegiale. Il documento cita MLB, NBA, NFL, Premier League e WNBA come esempi di tali leghe, ma anche altri campionati di basket di prim’ordine a livello globale potrebbero rientrare nella categoria.
Un portavoce della NCAA ha rilasciato la seguente dichiarazione a Sports Illustrated:
“Le spese effettive e necessarie continuano a essere un fattore nell’idoneità di un prospetto ma, nell’ambito di un più ampio sforzo per aggiornare le regole di pre-iscrizione, la NCAA ha identificato diverse leghe internazionali in cui la partecipazione di un atleta potrebbe comportare la violazione dei regolamenti NCAA e la perdita dell’idoneità. L’Associazione sta modernizzando il regolamento in diversi modi per garantire che lo sport universitario sia praticato da atleti universitari e non venga utilizzato come ripiego per i professionisti; inoltre, il modello di idoneità basato sull’età, attualmente al vaglio, è progettato per rispondere alle preoccupazioni di molte università membri.”
L’EuroLeague, considerata la miglior lega professionistica al mondo dopo l’NBA, prevede un accordo collettivo con una retribuzione minima di 50.000 euro netti (circa 58.000 dollari tasse escluse) per i giocatori al primo anno. Questa cifra supera quasi certamente i limiti stabiliti dall’NCAA. Nelle ultime settimane, diversi giocatori attivi in EuroLeague si sono impegnati con programmi collegiali per la stagione 2026-27, tra cui Quinn Ellis (St. John’s), Saliou Niang (LSU), Márcio Santos (LSU) e Mantas Rubštavičius (Auburn). Secondo fonti vicine al reclutamento, ognuno di loro ha concordato accordi a sette cifre tra NIL e revenue sharing con le rispettive nuove università.
NCAA: i precedenti e il caos tra i coach universitari
Il reclutamento di giocatori come Ellis e Niang è stato incoraggiato dal fatto che, nella scorsa stagione, a diversi elementi provenienti da EuroLeague era stata concessa l’idoneità collegiale. Tra questi figurano giovani talenti d’élite come Dame Sarr (Duke) e Ivan Kharchenkov (Arizona), ma anche professionisti più esperti di 21 anni come Elias Rapieque (Kansas State) e James Nnaji (Baylor), entrambi con una solida esperienza in EuroLeague.
Inoltre, ha ricevuto il via libera dalla NCAA anche il ventiduenne Thijs De Ridder, reduce dalla ACB spagnola (ritenuto il miglior campionato nazionale al mondo fuori dalla NBA). Questi precedenti avevano dato alle università la sicurezza necessaria per compiere investimenti importanti su profili simili per la stagione 2026-27; investimenti che ora rischiano di sfumare a causa del cambio di regolamento.
Un capo allenatore che ha firmato un giocatore internazionale questa primavera ha espresso in modo anonimo tutto il suo dissenso:
“Perché fare una cosa del genere a metà percorso, quando ci sono cento milioni di dollari già sul piatto?”
Cosa succede ora? Valutazioni caso per caso e rischio sanzioni
Anche i giocatori provenienti da campionati professionistici minori e meno remunerativi potrebbero non essere al sicuro. Per gli atleti che guadagnano più delle spese vive documentate nei contratti da presentare alla NCAA, la guida specifica che il reintegro sarà valutato su una “base caso per caso”. Verranno presi in esame la durata del periodo in cui il giocatore ha ricevuto uno stipendio superiore alle spese, il livello della lega in cui ha militato e altri fattori correlati.
Decine, se non centinaia, di potenziali giocatori della sola pallacanestro maschile potrebbero essere sottoposti a questa revisione. Per chi ha giocato in squadre professionistiche, inoltre, potrebbero essere decurtati anni di idoneità sportiva dal proprio percorso universitario, ammesso che venga concesso loro di scendere in campo.
All’inizio della primavera, la NCAA ha inoltre inasprito i requisiti per la deroga NGB (National Governing Body), uno strumento che permetteva ai giocatori più anziani di prolungare la propria finestra di idoneità giustificando il ritardo nell’iscrizione con l’impegno nelle rispettive squadre nazionali. Questa deroga è destinata a scomparire se il modello di idoneità basato sull’età verrà approvato entro la fine dell’anno, ma le modifiche stanno già impattando i casi di idoneità di diversi giocatori per la prossima stagione.
Il processo di revisione per la stragrande maggioranza dei talenti internazionali firmati di recente è ancora alle fasi iniziali, quindi l’impatto pratico di queste modifiche resta incerto. Tuttavia, il ritorno a un conteggio fiscale rigoroso dei guadagni pre-collegiali rischia di creare il caos nei roster di tutto il Paese, colpendo duramente molti dei programmi più prestigiosi del basket universitario.
