HomeIntervisteRiccardo Moraschini: "Dieci mesi lunghissimi, non ricordavo come fosse il 5vs5"

Riccardo Moraschini: “Dieci mesi lunghissimi, non ricordavo come fosse il 5vs5”

Che emozione è stata rimettere piede in palestra e poterti allenare coi compagni, ritrovare quello per cui hai sempre lottato? È stato tutto sommato gestibile o sei rimasto impressionato? Ne avrai fatti a migliaia di quegli allenamenti, ma quello è stato “più uguale degli altri”?

Quasi non mi ricordavo cosa fosse un 5vs5 dopo oltre 10 mesi (ride, ndr). Essere emozionati è esagerato da dire, ma ero davvero contentissimo. Avevo un’incredibile voglia di condividere campo e spogliatoio coi compagni: allenarsi da solo per mesi e mesi, senza avere nessuna sfida davanti a me, già quello era una cosa bellissima! Sono molto contento tutt’ora, sono stati dieci mesi lunghissimi! Mi sento pronto e contento per questa stagione con la Reyer. All’inizio potevo “solo” allenarmi con la squadra, senza fare partite ufficiali, ma quando ho esordito è stato fantastico!

Ripescando anche nei cassetti della tua carriera, stileresti un quintetto o una top 5 dei compagni più sottovalutati che hai avuto, indipendentemente dalla carriera e dalla ribalta maturate? Chi meriterebbe maggiore considerazione?

Andrea Traini ha comunque giocato in A qualche anno, ma ha avuto un sacco di infortuni e problemi fisici: l’ho affrontato nelle giovanili a Pesaro, ora gioca in serie più basse (Rieti, B) ma è un gran bel giocatore, meritava un carriera migliore. Come guardia direi Diego Flaccadori: è ad alti livelli da tempo, ho giocato con lui a Trento senza mai giocarci contro prima, ha veramente grande grande talento, secondo me può fare molto bene nei prossimi anni. Alan Anderson ha fatto sicuramente una carriera di alto livello, però secondo me poteva fare molto di più: ho giocato con lui a Bologna quando avevo 16 anni, ha giochicchiato in NBA ma poteva fare la differenza anche lì. Rimanendo in tema italiani, direi Filippo Baldi Rossi: ha fatto una carriera tra B1, A2 e A1 (compagno a Trento), ha fatto qualche presenza in Nazionale ma gli ho visto fare delle cose che pochissimi altri lunghi potevano fare. Gli auguro di poter tornare in LBA: avrebbe potuto fare grandissime cose. Riccardo Cervi si è ormai ritirato, ma un lungo con quelle mani e quel tocco, un 2.15 italiano così non l’ho mai visto. Manca qualche lunghetto in Italia, ne avremmo bisogno: è stato un peccato che si sia dovuto ritirare per il problema al ginocchio. Avrebbe potuto fare una carriera davvero di alto livello!

Massimiliano Bogni
Massimiliano Bogni
Hoosier. Bergamasco. Atalantino. Iscritto a Lettere Moderne in UniMi. A seconda del contesto, non necessariamente in quest'ordine. Sempre in attesa di recuperare da terra ogni briciolo di sport.

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