CONCLUSIONI
Il nuovo Baskonia di Paolo Galbiati aggiunge un tassello che, sulla carta, va a rappresentare il profilo di un giocatore che si cuce bene sulla trapunta che il coach nostrano andrà a realizzare. Abbastanza atletico, versatile, dall’alto livello di intelligenza cestistica, è un uomo squadra molto esperto che può dare tiro e pericolosità perimetrale ma anche capacità di attaccare i closeouts e andare dentro fino al ferro, pur con una velocità limitata che non rende questa fase del gioco una sua caratteristica particolarmente efficace e frequesnte.
E’ molto utile e produttivo a rimbalzo. Se non viene messo contro avversari troppo veloci o troppo fisici è anche un difensore di livello perlomeno medio, che porta sua la comprensione del gioco e le doti di uomo squadra anche nel lato difensivo del parquet. E’ un ala che può coprire i ruoli di “3” e di “4” o addirittura dare qualche minuto da guardia, da tenere presente che rimane, nel complesso, un giocatore che sul lato offensivo rimane sopra la media, mentre sul lato opposto del campo è leggermente meno produttivo.
Innegabile come questo Baskonia stia prendendo forma sulla filosofia di Galbiati. Kurucs entra a far parte di un reparto ali dove fisicità e atletismo saranno ovviamente le caratteristiche preponderanti, con elementi come Tadas Sedekerskis ad esempio che va a completarsi molto bene con Rodions, stesso discorso per Hamidou Diallo oppure il francese Timothe Luwawu-Cabarrot (tutti elementi versatili, atletici). La squadra iberica da questo punto di vista rappresenta un ottimo progetto dove Rodions Kurucs va ad incastrarsi in maniera assolutamente razionale.