Otto amichevoli in venticinque giorni, cinque delle quali con valore ufficiale: il precampionato dell’Openjobmetis Varese si chiude con un bilancio di sei vittorie e due sconfitte, di cui quattro successi e una sola caduta nelle gare che contavano. Un percorso incoraggiante, ma che lascia ancora qualche nodo da sciogliere prima dell’esordio in campionato di domenica contro la Virtus Bologna.
Tra i risultati positivi spiccano i successi su Napoli e BC Roma, entrambe squadre accreditate per la corsa ai playoff. La nota stonata, invece, è arrivata nell’atto finale contro la Maxima: la sconfitta per 99-105 ha acceso i riflettori su una difesa ancora da rodare. Il gruppo conosce già le regole base del basket di coach Kastritis, ma tradurle sul campo con continuità richiede ancora lavoro.
Varese, un attacco con tante soluzioni, una difesa in costruzione
Sul piano offensivo, Varese mostra una varietà di soluzioni che poche squadre possono vantare. La palla si muove, i giocatori si cercano — a volte anche con eccessiva insistenza — e quando il ritmo sale arrivano triple da più mani. Non solo dagli specialisti designati Hale, Della Valle e Alviti: praticamente tutti gli effettivi, ad eccezione dei lunghi interni Kamagate e Renfro, hanno dimostrato di poter colpire dal perimetro.
Otto gare, otto formazioni diverse: la profondità del roster è reale. Il problema è che tutta questa potenza offensiva non si è ancora trasformata in un meccanismo stabile. Il motore ha tanti cavalli, ma la messa a punto è in corso. E la difesa, come dimostrato dai 105 punti incassati con la Maxima, resta il cantiere più aperto.
L’incognita McDowell-White verso l’esordio
Il nodo più delicato porta il nome del play australiano, come sottolinea La Prealpina. McDowell-White, arrivato dal Bourg, ha giocato con il contagocce durante la preparazione: qualche lampo al Forum — a porte chiuse — e poi una gestione muscolare prudente nelle settimane più intense, con i carichi atletici iniziali ancora da smaltire.
La sua assenza nell’ultima uscita ha tolto alla squadra quel filo conduttore che permette di gestire il gioco con fluidità. L’obiettivo dichiarato della società è portare Varese il più vicino possibile alle 72 partite stagionali — il massimo ipotetico sommando regular season italiana, competizioni europee e postseason, rispetto alle 36 garantite. Per farlo, il play australiano dovrà essere in piena forma già da domenica, quando arriverà una Virtus Bologna giovane, reattiva e con tanta fame.




