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Salvate il soldato Grant: Basile alla prova del salto in Serie A

Salvate il soldato Grant. E il Grant in questione è Basile, l’italoamericano di Cantù – molto più americano che italiano – che dopo una stagione da assoluto protagonista in Serie A2 si sta confrontando con una Serie A più complessa e selettiva del previsto.

Tra pochi picchi e molte partite passate più in panchina che in campo, Basile ha dovuto affrontare anche un cambio di allenatore in corsa. Un avvicendamento che, almeno nelle intenzioni, non sembra volergli precludere spazio e minuti. Ma molto, forse tutto, dipenderà dalla sua reazione mentale e tecnica. Ecco l’analisi fatta da La Provincia.

La partita con Venezia: segnali contrastanti

Sabato, contro Venezia, qualcosa si è mosso. Basile è partito in quintetto, ne è uscito quasi subito e ha chiuso un primo tempo poco convincente. Poi, però, nella ripresa ha mostrato un’altra faccia.

Nel terzo e quarto periodo è finalmente entrato in partita: più aggressivo, più coinvolto, più presente. Un cambio di passo che Cantù e lo staff tecnico aspettavano da tempo.

Da dominatore in A2 a comprimario in A

Il Grant Basile che l’anno scorso furoreggiava in area – movimenti spalle a canestro, energia, presenza a rimbalzo – e che poteva contare anche su una mano affidabile da tre punti (meno, storicamente, ai liberi) si è visto solo a sprazzi.

Eppure era arrivato anche il riconoscimento dell’allora CT Gianmarco Pozzecco, che lo aveva fatto debuttare con la maglia azzurra, trasformandolo in “italiano di formazione”.

Il salto di categoria si è fatto sentire. Condividere il pitturato con un centro titolare della stazza di Baldi Rossi non ha aiutato, così come la mancanza di gerarchie chiare nello spot di “4”, dove si sono alternati praticamente tutti: Sneed, Moraschini, Ajayi (con Basile come backup).

Grant Basile: i numeri parlano chiaro

Le statistiche certificano il momento difficile: 7.7 punti, 62.5% ai liberi (dato sempre problematico), 57.6% da due, 24.4% da tre.

Numeri lontani da quelli di un giocatore che avrebbe dovuto essere il “sesto americano” di Cantù.

Passi avanti da “5”

Contro Venezia, però, si sono visti segnali incoraggianti, soprattutto quando Basile è stato utilizzato nello spot di centro.

Ha segnato da due e da tre, ha schiacciato, ha subito falli. In sintesi, ha inciso. È lì che sembra poter dare qualcosa in più, almeno in questo momento della stagione.

Le parole di De Raffaele

Coach Walter De Raffaele non ha nascosto né le difficoltà né le aspettative:

«Molto deve arrivare da lui. Non tutte le cose possono essere indotte da qualcuno. Non parliamo di bambini, ma di professionisti».

Sulla partita:

«Come “4” contro Wiltjer ha subito clamorosamente. Nel “5” avrebbe dovuto darci un vantaggio, cosa che alla fine è riuscita».

E ancora:

«Deve difendere ma anche andarsi a prendere quindici tiri da tre. Evidentemente, dal punto di vista mentale non è ancora settato per farlo, ma nel terzo e quarto quarto ha avuto un’altra attitudine».

Il tempo c’è, ma non è infinito

Il messaggio è chiaro: la fiducia esiste, ma non sarà eterna. Basile ha il talento, il fisico e il background per stare in Serie A. Ora deve dimostrare di avere anche la continuità mentale richiesta a questo livello.

Cantù aspetta. De Raffaele osserva. Il soldato Grant è ancora salvabile, ma il tempo stringe.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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