Essere un agente non significa solo firmare contratti, ma gestire uomini e talenti spesso fragili o “particolari”. Riccardo Sbezzi, ospite di Backdoor Podcast, ha aperto il suo libro dei ricordi regalando aneddoti inediti su come si formano i campioni. Dai metodi educativi quasi monastici di Dule Vujosevic alle difficoltà di campioni come Bolmaro e Bogdanovic nel trovare la propria dimensione tra Europa e NBA, emerge un quadro dove il talento, senza una guida, è solo rumore.
Sbezzi, l’aneddoto su Vujosevic e il parallelo con il calcio
L’agente Riccardo Sbezzi ha sottolineato con forza la mancanza cronica di figure carismatiche in grado di educare i giovani atleti, non solo sul parquet ma anche nella vita di tutti i giorni:
“Il grande problema è che mancano i maestri perché un giocatore per diventare giocatore ha bisogno di un supporto. Uno dei miei grandi maestri è stato Buonanima di Dule Vujosevic che è un’icona in Serbia. Lui li educava, gli dava i libri da leggere… prendeva i biglietti del teatro, io l’ho visto con Danilovic, con tanti giocatori. Quando a Milano c’era Maldini, Leao e Theo Hernandez erano due teste calde, ma è stato l’anno che hanno giocato meglio. Perché? Perché lui ci andava a tutti gli allenamenti, era un punto di riferimento, aveva carisma. Poi vedo Bolmaro: è stato scelto altissimo, giocava al Barcellona, quando è tornato per rilanciarsi è andato a Tenerife perché intelligentemente ha capito che a Barcellona non ci torna più. Il vero problema è che questo intervento della NBA rovinerà tutto perché prendono dei soldi quando non sono preparati a vivere certi discorsi”.
La disciplina prima dei canestri
La differenza tra un giocatore che arriva e uno che si perde sta spesso in un libro regalato o in un allenamento seguito a bordo campo da un occhio autorevole, come ci ha spiegato Riccardo Sbezzi. Se non capiamo che un ventenne con milioni in tasca ha più bisogno di un maestro che gli insegni la disciplina che di uno scout che gli conti i canestri, continueremo a vedere talenti purissimi, come Bolmaro o i giovani della cantera di Madrid, lottare contro fantasmi che non dovrebbero neanche esistere.
